Il movimento per la pace in tutto il mondo
Il movimento per la pace in
tutto il mondo
di Laura Tussi
Questo
studio sarà pubblicato all’interno del libro di Laura Tussi e Fabrizio
Cracolici, I Partigiani
della Pace, con gli scritti e la
partecipazione di Vittorio Agnoletto, Moni Ovadia, Alex Zanotelli, Paolo
Ferrero, Giorgio Cremaschi, Maurizio Acerbo e altri. Libro edito da EMI – Editrice Missionaria Italiana acquistabile da Aprile 2024 in tutte le librerie e gli
store di vendita editoriali anche su ordinazione.
Attualmente non esistono movimenti per
la pace così ingenti, come gli intellettuali Partigiani della Pace. Anche se
hanno avuto una certa rilevanza le varie Cop e i Summit per il clima, da Rio De
Janeiro, a Parigi, a Glasgow, che purtroppo sono stati quasi completamente
disattesi. Come anche Genova 2001.
Il diritto internazionale compreso nelle
Cop e i summit per il clima e l'ambiente.
Attualmente non esistono movimenti per
la pace così ingenti come nel secondo dopoguerra. Anche se hanno avuto una
certa rilevanza le varie Cop
e i Summit per il clima, da Rio De Janeiro, a Parigi, a Glasgow, che
purtroppo sono stati quasi completamente disattesi. I poteri forti e i
potentati del mondo e le varie lobby del libero mercato e le multinazionali
del neoliberismo finanziario non vogliono
rinunciare o rischiare di mettere in gioco il loro immane e smisurato profitto.
Il congresso
della pace a Parigi dell’aprile 1949 viene convocato con un appello di 75
intellettuali.
Il congresso della pace a Parigi dell’aprile 1949 viene convocato con un
appello di 75 intellettuali. Firmano tra gli altri Amado, Rolland, il vescovo
di Canterbury Johnson, Ada Alessandrini, Pietro Nenni, Isa Miranda, Maria
Maddalena Rossi, Guido Miglioli e Camilla Ravera e altre personalità di vari
paesi del mondo.
Il congresso si tiene a Parigi con oltre 2000 delegati da 72 paesi.
Un appuntamento di grande rilevanza.
I delegati, provenienti dal mondo della cultura, della politica e dello
spettacolo, e semplici cittadini e lavoratori, sono eletti da partecipate
assemblee popolari.
Tra essi ci sono Corrado Alvaro, Natalia Ginzburg, Natalino Sapegno,
Salvatore Quasimodo, Sandro Pertini, Francesco Jovine, Giulio Einaudi, Italo
Calvino e molti altri. Al congresso aderiscono poi Vittorio Gassman, Paola
Borboni, Luchino Visconti, Pietro Germi, Renato Guttuso, Piero Calamandrei e
altri. E poi Picasso con la sua colomba della pace che sarà diffusa su
manifesti e cartoline, Chaplin, Mann, Eluard e Matisse.
La guerra è da sempre un crimine contro l'intera umanità.
L’abate Boulier, docente di diritto internazionale alla cattolica di Parigi
sostenne: “Dopo una guerra che ci è costata 40 milioni di morti è inconcepibile
che se ne prepari subito un’altra. Quando l’Italia ha fame, quando l’aumento
della produzione agricola è questione di vita o di morte, produrre degli
esplosivi invece di concimi è un crimine contro l’umanità che grida vendetta al
cielo".
Esigiamo investimenti per la pace e non
in armi e ordigni militari!
Apre i lavori del congresso Joliot-Curie scienziato e premio Nobel che
sosteneva: “Con il costo di un solo incrociatore da battaglia si potrebbero
costruire 10 istituti per le ricerche scientifiche, nei quali si potrebbe
riuscire a vincere i grandi flagelli che infestano l’umanità, come il cancro e
la tubercolosi. Disgraziatamente non è la prima volta che gli uomini si
riuniscono per evitare la guerra”.
Il congresso della pace a Parigi
contribuì allo sviluppo del movimento
per la pace in tutto il mondo.
E il congresso della pace a Parigi fu
veramente un avvenimento straordinario. Ebbe grandissima eco e diede impulsi
nuovi allo sviluppo del movimento per la pace in tutto il mondo. Si
svolse in un clima di entusiasmo travolgente e si concluse con una grande
manifestazione di 500mila persone allo stadio di Buffalo raccontata dal
cronista Italo Calvino sull’Unità del 26 aprile.
Nel documento finale, i punti
programmatici del movimento erano il rispetto della carta dell’ONU, l’interdizione
dell’atomica e di tutte le armi di distruzione di massa,
la riduzione delle spese militari, la limitazione
delle forze armate delle grandi potenze, la fine del colonialismo, la difesa
delle libertà democratiche, la condanna del bellicismo, dell’odio razziale, denunciare la propaganda
di guerra e la lotta contro la guerra fredda.
Il pericolo di una conflagrazione nucleare esiste realmente. Ieri come
oggi.
Il 2 ottobre si tiene la giornata internazionale della pace con un appello
dei partigiani della pace per costruire e allargare i comitati. Il primo novembre
a Roma riunione del comitato mondiale del movimento. Nella relazione
Joliot-Curie dice: “molti hanno creduto e credono che il pericolo di guerra sia
lontano e questo non è vero. Il pericolo di una conflagrazione nucleare esiste
realmente. Ma trova di fronte milioni e milioni di uomini decisi a dire no.
Contro coloro che parlano della fatalità della guerra, noi rispondiamo: la
guerra non è certo più fatale della pace". Il 30 ottobre due grandi
manifestazioni nella capitale a chiusura dei lavori del comitato mondiale, uno
al teatro Adriano, l’altro a piazza San Giovanni.
Nobel e intellettuali
partigiani della pace, ieri e oggi
Un appello di oltre 50 premi Nobel e
diversi presidenti di accademie della scienza nazionali per la riduzione della
spesa militare che, a livello globale, è quasi raddoppiata dal 2000 ad oggi,
arrivando a sfiorare i duemila miliardi di dollari statunitensi l’anno
Fonte: Rivista.eco - https://rivistaeco.it/nobel-e-intellettuali-partigiani-della-pace-ieri-e-oggi/
Rivista.eco rilancia
l'appello dei 50 Premi Nobel per la riduzione delle spese militari nel mondo.
E l’Union of Concerned Scientist ha consegnato a Biden un
appello a fermare la corsa alla guerra atomica. Si riallacciano così
a una lunga tradizione di impegno di artisti e intellettuali impegnati nel
movimento per la pace che nel secondo dopoguerra divenne un importante soggetto
politico. Alcuni dei fondatori di questo movimento furono Picasso, Einstein,
Matisse, Neruda e tra gli italiani Nenni, Vittorini, Guttuso, Quasimodo,
Ginzburg, Einaudi e molti altri.
Importanti fondatori tra I partigiani della pace nel secondo dopoguerra
Il movimento dei partigiani
della pace non fu solo imponenti campagne di raccolta firme in
Italia e nel mondo. Fu un soggetto politico con un ruolo di primo
piano e strumento di partecipazione e informazione politica e culturale
per grandi masse di cittadini. Alcuni dei
fondatori furono Picasso, Einstein, Neruda e tra gli italiani Nenni, Vittorini,
Guttuso, Quasimodo, Ginzburg, Einaudi e molti altri.
Un moto di dissenso contro il nucleare di proporzioni mai viste.
Uno sforzo progettuale prodigioso di
milioni di donne e uomini, della cultura, delle forze
amanti della pace per contrastare i piani di guerra e la china
guerrafondaia.
Un moto di dissenso e di rifiuto della guerra di dimensioni mai viste. Per
evitare che i destini del mondo li decidessero pochi potenti.
Le radici del movimento dei Partigiani
della Pace negli anni oscurantisti della prima guerra fredda.
Un movimento articolato e complesso, originale
ed eterogeneo negli anni duri difficili della prima guerra fredda. Un generoso
impegno sulla scena politica di milioni di donne
e uomini, lavoratori, intellettuali, popolo e personalità dello
spettacolo. Che coltivavano il sogno di impedire la guerra. Che dettero impulso
positivo alla speranza di un mondo di pace.
Un soggetto politico molto importante per l'azione di disarmo nucleare
universale.
Un soggetto politico e strumento di partecipazione, informazione politica e
culturale per grandi masse di cittadini
Sono milioni e milioni le firme contro la guerra raccolte nel corso del
tempo dal secondo dopoguerra, cifre enormi e significative.
Petizione contro il patto Atlantico, 1949.
Appello di Stoccolma, 1950.
Appello di Berlino, 1952.
Appello di Vienna, 1955.
Oltre 20 mila comitati per la pace attivi tra il 1949 e il 1951.
La repressione durissima, feroce e
assurda dei comitati per la pace.
Un impegno che pagarono con la repressione, l’ostilità e l’ostracismo
spesso furibondi di una parte delle istituzioni, con centinaia e centinaia di
denunce, arresti, condanne, decine di feriti, morti. La repressione fu
durissima, feroce e assurda.
Ruolo centrale è quello del movimento operaio e delle sue organizzazioni.
Ma il contributo e il ruolo di altre componenti e correnti politiche e ideali,
i cattolici, gli indipendenti, i liberali sono stati fondamentali; si pensi al
movimento cristiano per la pace di Guido Miglioli e Ada Alessandrini.
L'opposizione alla guerra e le radici
del movimento operaio.
L’opposizione alla guerra era radicata e
diffusa a livello di massa. Fondata sulle tradizioni storiche del movimento
operaio e democratico e saldata con un paese stanco di guerre,
delle troppe guerre in cui l’avevano trascinato a forza nel trentennio di fuoco
le classi dirigenti antidemocratiche e guerrafondaie.
La Prima e la Seconda guerra mondiale, la Libia, l’Albania, Etiopia, la
Spagna potevano bastare. Qui nasceva l’opposizione alla guerra.
Ma ora qualcosa di nuovo e più catastrofico angosciava l’Italia e l’umanità
intera: l’incubo atomico.
La percezione e la coscienza dei rischi
toccarono punte elevate: la paura più grande. E fu merito del movimento dei
partigiani della pace raccogliere, sostenere, organizzare questa paura in
opposizione lucida alla guerra e pensare agli sbocchi e alle prospettive
politiche. Sostenerne l’espressione pacifica. Quando le forze più
reazionarie avrebbero preferito azioni inconsulte e violente.
Il 16 dicembre a Washington 700
scienziati hanno consegnato a Biden un appello a ridurre il rischio atomico. Negli
stessi giorni, oltre 50 premi Nobel e vari presidenti di accademie delle
scienze coordinati dal fisico italiano Carlo Rovelli hanno pubblicato un invito
a ridurre gradualmente le spese per armamenti (circa raddoppiate dal
2000).
Le mobilitazioni popolari per la pace
con momenti di altissima tensione e scontro.
E sicuramente sottovalutato appare il carattere assolutamente pacifico,
nonviolento di una mobilitazione popolare che visse certamente momenti di
altissima tensione e scontro.
Un movimento mondiale. 500 milioni di firme contro l’atomica e il nucleare
e 560 sull’appello per la pace di Berlino. Gigantesche campagne di informazione
per milioni di donne e uomini sull’atomica e sull’era nucleare, sul problema
della pace e della guerra.
Un impegno pacifista fondato sul
contrasto alla rassegnazione e al fatalismo della ineluttabilità della guerra.
Il movimento dei partigiani della pace promosse
e realizzò occasioni e momenti di straordinaria partecipazione popolare. Un
impegno fondato sul contrasto alla rassegnazione e al fatalismo della
ineluttabilità della guerra, unito al contrasto della cultura bellicista e
della tracotanza militarista e della legittimazione della guerra e dell’atomica
e del nucleare.
L’esclusione delle masse popolari era da sempre un dato intangibile nelle
politiche delle classi dirigenti.
Caratteristica basilare fu inoltre,
soprattutto in Italia, la congiunzione delle lotte contro la guerra con le
lotte per migliori condizioni di vita e di lavoro, per la difesa delle libertà
democratiche e della Costituzione e l’indipendenza nazionale.
Senza dubbio da ascrivere ai risultati del movimento anche il contributo alla
diffusione di una cultura democratica e pratiche di partecipazione in un paese
dove l’esclusione delle masse popolari era da sempre un dato intangibile nelle
politiche delle classi dirigenti. Tutto questo avvenne anche con l’invenzione
di nuove forme di lotta, partecipazione e impegno civile.
Le donne e i
movimenti femminili.
Firme sugli appelli, petizioni, scritte,
murali, convegni, manifestazioni varie, stampa di volantini, attività di
formazione e informazione capillare, discussioni nei consigli comunali. Ampi
strati popolari trovarono un protagonismo mai avuto. Le
donne e i movimenti femminili in particolare che in quegli anni
fecero dell’impegno per la pace una straordinaria priorità.
I Partigiani della pace per una cultura antibellicista e antimilitarista.
Il movimento dei partigiani della pace
diede contributi fondamentali alla elaborazione di una cultura pacifista e
antibellicista a cominciare dall’indicazione di alternative sociali alle spese
per il riarmo e la guerra, alla corsa agli armamenti a livello mondiale, e
diede forte impulso alla visione
dell’orizzonte del disarmo.
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