Sciogliere l’ Alleanza Atlantica per fermare la guerra globale

 l coordinamento nazionale No NATO riunito a Napoli. Sciogliere l’ Alleanza Atlantica per fermare la guerra globale 

di Laura Tussi

Non si tratta semplicemente di uscire dalla NATO, ma di affermare con forza la necessità del suo scioglimento. La NATO è oggi percepita da ampi settori del movimento pacifista come un’alleanza di guerra permanente, responsabile di escalation militari, devastazioni sociali e violazioni del diritto internazionale. In nome della pace, della giustizia sociale e dell’autodeterminazione dei popoli, cresce la richiesta di porre fine alla sua esistenza e di costruire un modello di sicurezza fondato sulla cooperazione e non sulla guerra.

Oggi pomeriggio, presso l’ex Asilo Filangieri – Bene comune, in vico Giuseppe Maffei 4 a Napoli, alle ore 14.30, è convocata l’Assemblea Nazionale del Coordinamento Nazionale No NATO.

L’incontro rappresenta un momento fondamentale di confronto, condivisione e rilancio della mobilitazione per tutte le realtà territoriali impegnate nella lotta contro le politiche di militarizzazione e contro l’adesione dell’Italia alla NATO. Un’occasione importante per rafforzare legami, analisi e pratiche comuni in una fase storica segnata da un’escalation bellica senza precedenti.

Interverrà il Segretario Generale del Sindacato F.I.S.I., Ciro Silvestri; in rappresentanza di Docenti per Gaza prenderà la parola Antonia Esposito, Segretaria Nazionale F.I.S.I. per la scuola.

Il Coordinamento Nazionale No NATO lancia un appello a tutte le realtà impegnate nella lotta contro la Terza guerra mondiale in corso, contro la partecipazione attiva del nostro paese ai conflitti armati e contro la crescente militarizzazione dei territori. È ormai evidente la responsabilità dei blocchi imperialisti USA-NATO e dell’Unione Europea nella promozione della guerra globale, attraverso il sostegno al regime di Kiev, l’appoggio alle politiche sioniste di Israele e le aggressioni contro paesi come il Venezuela, in aperta violazione del diritto internazionale.

Queste scelte di guerra hanno conseguenze dirette anche sul piano interno: tagli alle risorse pubbliche, smantellamento dello stato sociale, aumento della repressione contro le avanguardie di lotta, occupazione militare di scuole, università e spazi pubblici. I territori vengono impoveriti e le comunità locali private della loro sovranità.

La presenza diffusa di basi militari, caserme, antenne, poligoni di tiro, radar e depositi di munizioni, direttamente gestiti o collegati alla NATO e agli Stati Uniti, configura una vera e propria occupazione militare, politica e sociale del paese. Un’occupazione che consuma risorse, inquina, devasta l’ambiente e subordina intere aree agli interessi guerrafondai e imperialisti.

L’assemblea di Napoli, così come quella svoltasi a Milano il 31 gennaio scorso per il Nord Italia, sarà un momento di analisi della situazione attuale, di discussione sulle strategie comuni e di rafforzamento del coordinamento tra comitati, associazioni, movimenti e singoli cittadini che, a vario titolo, si battono contro la guerra e l’occupazione militare del nostro paese. In un contesto internazionale sempre più teso, diventa essenziale rilanciare la voce di chi rivendica pace, autodeterminazione dei popoli e investimenti in diritti sociali anziché in armamenti.

Le mobilitazioni del 22 settembre e del 3 e 4 ottobre hanno dimostrato che la volontà di cambiamento e di resistenza è forte e diffusa. Quando le masse popolari si organizzano, con la classe operaia alla testa, sono in grado di esprimere tutta la propria forza. L’appello dei portuali del CALP di Genova, “blocchiamo tutto”, è diventato pratica reale: il paese è stato realmente bloccato. Ora è il momento di consolidare questa energia e tradurla in una progettualità condivisa, capace di portare la mobilitazione a un livello più alto.

Per questo il Coordinamento invita tutte le organizzazioni, i comitati, le reti e i gruppi di lavoratori che lottano contro la guerra, la NATO e il riarmo a unirsi, condividendo esperienze, contributi e proposte. L’obiettivo è costruire una rete sempre più ampia, radicata e coordinata. Solo attraverso l’unità delle forze sarà possibile sviluppare una mobilitazione efficace, capace di liberare l’Italia dalla presenza delle basi militari USA e NATO e di spezzare le catene della complicità con le guerre di aggressione imperialista.

L’assemblea è anche l’occasione per presentare il dossier sulle installazioni militari USA e NATO presenti nel nostro paese, redatto dal Coordinamento Nazionale No NATO attraverso il lavoro di lotta e di inchiesta dei diversi organismi

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