Dati sul lavoro: prima o poi la verità viene a galla
Durante il periodo pandemico, stando alle rilevazioni ILO, a perdere il lavoro sono stati in particolare i lavoratori e le lavoratrici a bassa paga e ridotta specializzazione, mediamente le retribuzioni crescono ma l'insieme dei salari invece viene eroso. E ancora da valutare è l'impatto che avrà la intelligenza artificiale
I salari reali, al netto del costo della vita, negli anni post covid iniziano a calare specie con il ritorno della inflazione, i rincari generalizzati hanno giocato un brutto scherzo alla tenuta salariale e anche all'infondato ottimismo dei governanti.
Da queste considerazioni si evince il deteriorarsi delle condizioni di vita della forza lavoro. il depotenziamento del welfare spingono verso i contratti par time che tuttavia, in innumerevoli settori, rappresentano la tipologia contrattuale maggiormente gettonata dai datori.
In Italia non abbiamo i mini-job tedeschi ma in sostanza una parte non secondaria dell'offerta di posti di lavoro avviene con contratti a tempo determinato o part time. Sul finire del 2025 ci imbattevamo nei dati Istat con una sostanziale stabilità dei dipendenti a tempo indeterminato e una discreta crescita degli indipendenti. In ogni caso il tasso di occupazione è fermo , in fase calante nel centro nord e in aumento invece per la fascia che va dai 50 ai 65 anni come cresce anche il tasso di inattività
Proviamo a riassumere i dati? Tra il 2008 e il primo semestre 2024 (prendendo in considerazione l' unità di lavoro a tempo pieno) il salario medio reale diminuisce, una busta paga in questo periodo ha perso il 9 per cento del potere di acquisto. Di motivi per i quali preoccuparsi ve ne sarebbero fin troppi, a influenzare i dati la erosione del potere di acquisto, le ore effettivamente lavorate, le tipologie lavorative all'insegna della precarietà.
Poi possiamo anche prendere in esame un singolo dato traendo conclusioni affrettate, non saremmo davanti a una querelle tra metodologie statistiche ma piuttosto al tentativo di piegare le rilevazioni al messaggio politico da rilanciare. Ma alla fine i dati reali escono sempre allo scoperto a confermare o smentire le dichiarazioni del politico di turno
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