Taser o non taser
Dichiarazione di Federico Giusti delegato sindacale Cub sulla adesione all'appello contro l'adozione del taser per la Polizia Municipale
Ho pensato a lungo prima di sottoscrivere questo appello perchè molti agenti della Polizia Municipale sono convinti che il taser sia una alternativa all'uso della pistola in casi estremi e solo a scopo difensivo. Premesso l'acquisto del taser e la formazione di una minima parte di personale sono da tempo caduti nel dimenticatoio, vorrei spiegare la ragione della mia firma all'appello con cui si chiede di non dotare di questo strumento la Polizia Municipale.
Il taser è un di proprietà della multinazionale Usa Axon, nasce nel 1969 e nel corso degli anni ha avuto innumerevoli revisioni. Ma è stato proprio un servizio di Rainews a convincermi che gli effetti collaterali del suo utilizzo rappresentano un pericolo alterando la respirazione fino a provocare danni gravi e morte in persone cardiopatiche o affetti da asma e altre problematiche polmonari, nei soggetti intossicati da abusi o utilizzi prolungate di sostanze stupefacenti.
Io non voglio che colleghi della Pm possano trovarsi un domani nella condizione di essere inquisiti o condannati per l'uso del taser come non credo che l'utilizzo della PM in funzioni di ordine pubblico sia giustificabile specie se pensiamo a come i dipendenti degli enti locali sono trattati dalle normative, senza alcuna tutela economica reale, senza copertura assicurativa.
La Pm torni a svolgere tutte le mansioni che le sono congeniali e fuori dalle culture securitarie che hanno solo stravolto ruoli e funzioni con la falsa motivazione di doversi adeguare alle evoluzioni del tempo.
Se cosi' fosse non si capisce la ragione per la quale tutte le tutele spettanti ad altre forze dell'ordine siano invece precluse alla Pm.
Che i Sindaci rinuncino una volta per tutte a farsi campagna elettorale sulla pelle dei sottopagati lavoratori comunali, siano sindaci di centrosinistra o di centro destra non fa per me differenza alcuna.
L'appello
Appello al Consiglio Comunale di Pisa per eliminare la previsione del taser nella dotazione della Polizia Municipale
Da qualche anno, con una modifica del Regolamento della Polizia Municipale di Pisa voluto dalla maggioranza in consiglio comunale, nella dotazione della PM è incluso il taser, cioè una pistola a impulsi elettrici i cui dardi, quando raggiungono il bersaglio, provocano una scarica che inibisce le funzioni sensoriali e motorie della persona colpita. Dopo un periodo di sperimentazione, gli 8 taser acquistati sono però in disuso, mancando gli ultimi passaggi regolamentari necessari al loro utilizzo. Armi fortemente volute dal Viminale quando Matteo Salvini era Ministro dell’Interno, e ammesse nelle dotazioni delle forze dell’ordine a partire dal 2019, i taser sono stati presentati all’opinione pubblica come «armi non letali», ossia come strumenti di autodifesa utili per gli agenti ma relativamente innocui per coloro che ne subiscono i colpi.
La realtà è ben diversa. Già nel 2016 la Cassazione aveva riconosciuto che «il dissuasore elettrico ha natura di arma comune da sparo, idonea a recare danno». Nel corso degli anni si sono registrati diversi casi di persone morte dopo essere state colpite dal taser: il primo risale all’Agosto 2023, quando un uomo con problemi psichiatrici morì a San Giovanni Teatino (Chieti) dopo essere stato ferito da una scarica lanciata dai carabinieri. Nel 2025 i casi sono stati ben cinque, e per la prima volta una procura italiana ha riconosciuto il nesso di causa/effetto tra uso del taser e decesso della persona colpita: è accaduto con Elton Bani, muratore morto a Genova il 17 Agosto 2025 dopo aver ricevuto tre scariche. Sempre nel 2025, un’inchiesta della Società «Sistema 118» ha evidenziato che il taser può provocare nei soggetti più fragili un arresto cardiaco, e può condurre anche alla morte. Dal canto suo, Amnesty International ha documentato numerosi episodi di «tortura e maltrattamenti legati all’utilizzo di armi a impulso elettrico».
Siamo di fronte dunque non a un dispositivo di autodifesa – come può essere, solo per fare un esempio, uno spray al peperoncino – ma a una vera e propria arma che può avere conseguenze molto gravi, e che può persino provocare la morte. Davvero si pensa che la Polizia Municipale debba dotarsi di uno strumento di questo genere?
Noi pensiamo che, per la sua natura di forza «civica» e radicata nel territorio, la Polizia Municipale debba avere compiti di tutela del cittadino, di salvaguardia della vita collettiva nei quartieri e di mediazione dei conflitti. I suoi agenti devono avere ovviamente il diritto di proteggersi e – nei casi più estremi – anche di usare la forza: ma dovrebbero farlo mantenendo sempre un ruolo di «polizia di prossimità», non trasformandosi in un corpo armato con funzioni offensive. Non è un caso che il regolamento sulla sicurezza urbana approvato dalla Regione Toscana non menzioni il taser tra gli strumenti di autotutela in dotazione agli agenti.
Per questo chiediamo al Consiglio Comunale di Pisa di eliminare la previsione del taser nella dotazione della Polizia Municipale, cancellandola dal regolamento della PM.
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