Il valore delle morti, divide et impera di Kikko Schettino

 

A tre anni dalla strage di Cutro, avvenuta nella notte tra il 25 e il 26 febbraio del 2023, le continue stragi in mare continuano a non sembrare parte della nostra quotidianità. 

ascolta il podcast

Yesterday's Papers: Il valore delle morti, divide et impera di Kikko Schettino

Il mare sta restituendo sulle coste calabresi i brandelli di esseri umani partiti dall'Africa e uccisi dal ciclone Harry: circa un migliaio, tra uomini, donne e bambini, sono stati inghiottiti dalla stessa forza che ha devastato le coste italiane.

 Ovviamente i servizi sui danni a bar, strutture costiere e case vacanze sono stati molteplici. 

Al contrario, un velo silenziosissimo è stato posto sulle morti dei migranti. L'obiettivo è quello di fornire sempre più un senso di alterità di distanza. 

Ci siamo noi e poi loro: il motto "divide et impera" sembra sempre più efficacemente usato.

 Il ragazzo ucciso con pistola d'ordinanza da un membro della Polizia italiana perché non aveva fornito il pizzo e la droga richiesta dal rappresentante dello stato è stato inizialmente derubricato con "Pusher morto in un conflitto a fuoco con le forze dell'ordine". 

Partiti di governo hanno stampato (con i nostri soldi) volantini per dire che stavano col Poliziotto che ora si scopre essere il vertice di una organizzazione criminale ai danni dei più fragili, di quelli senza nome che possono anche essere eliminati, tanto nessuno ne recrimina il corpo. Egiziani, Marocchini, Maranza, Spacciatori, Magrebini, Balordi, Drogati... mille termini per togliere l'identità, per renderli sempre più distanti nel senso comune. 

Tutto affinché non si saldi la pericolosissima alleanza di classe tra tutti gli sfruttati. 

E lì si che tremerebbe la classe dominante!

Commenti