Erosione del potere di acquisto e consenso ai sindacati che firmano accordi al ribasso
Viviamo in un paese in cui la classe media sta subendo un forte ridimensionamento e in cui crescono i super ricchi, protetti dalla volontà governativa di non applicare loro una Patrimoniale, e le sacche di povertà relativa ed assoluto.
Il solo dato certo è il calo del potere di acquisto e la diffusa percezione che la stessa qualità della vita si sia nel tempo deteriorata.
La crescita dei salari tra il 2021 e il 2924 non recupera il terreno perduto. Anzi, gli aumenti contrattuali sono stati pari a un terzo del costo della vita nel frattempo cresciuto, alla erosione del passato si è aggiunta una ulteriore perdita sotto gli esecutivi Conte 2, Draghi e Meloni.
E quindi i salari individuali restano sotto i livelli pre-pandemia, tra il 2019 e il 2025, secondo Banca europea abbiamo perso più dell'otto per cento
Ma allora le buste paga aumentano o diminuiscono?
In apparenza crescono, il reddito delle famiglie è poco più alto rispetto al 2019 ma il potere dei acquisto, ergo i salari reali, è in regressione.
Ci sono stati tuttavia interventi che hanno limitato i danni, specie ai nuclei familiari con redditi bassi, tra decontribuzioni e bonus sono sopravvissuti infatti alla impennata inflazionistica.
La sfera distributiva, proprio per le poche aliquote fiscali, non riporta equilibrio, se i salari restano al palo o subiscono continua erosione il potere di acquisto non sarà di certo recuperato.
Il vero problema allora è rappresentato dai bassi salari che a loro volta non aiutano la ripresa dei consumi, non fanno investire le imprese in tecnologia e formazione.
Ma se va erodendosi il potere di acquisto anche in virtu' del codice Ipca, del sistema, iniquo, con cui si calcola il costo della vita, qualcuno puo' spiegarci perchè i sindacati, firmatari di contratti nazionali con aumenti al sei a fronte di inflazione quasi al 18, continuano invece a ricevere consensi?
Commenti
Posta un commento