4 bambini su 5 esclusi dai nidi. Quando ai proclami non seguono i fatti

Gran parte dei bambini sono esclusi dai nidi, prima di parlare di nidi per tutti e gratuitamente urge garantire la fruizione di questo diritto che in gran parte delle Regioni Meriodionali resta un miraggio. 

Sarebbero necessari  800 milioni di europer assicurare un anno gratis di nido  a tutti i bambini e parliamo di strutture private e pubbliche. 
Ci sono scelte dirimenti per il Governo, in primis stabilire se costruire nidi ove mancano oppure se continuare a favorire la politica dei bonus che alla fine favoriscono anche le strutture private. Tra bonus nido e bonus bebè si spende circa 570 milioni di euro solo per il 2020 ma solo un quinto delle famiglie ne beneficerebbe.  La stragrande maggioranza dei bambini e delle bambine continua ad essere escluso!
 
 La spesa a carico delle famiglie è ancora elevata trattandosi di un servizio a domanda individuale visto che in 25 anni i Governi succedutisi non hanno mai favorito l'inserimento dei nidi nel comparto della pubblica amministrazione. 
  
Un altro ragionamento necessario investe invece i soggetti beneficiari, se vanno considerate tutte le famiglie incluse quelle con redditi superiori a 50 mila euro che dentro un servizio a domanda individuale pagherebbero una retta elevata ma pur sempre sostenibile in proporzione al reddito percepito.
Quanto serve allora per garantire un anno di nido gratis? Se consideriamo l'Isee stabilendo una soglia oltre la quale pagare la retta, la cifra necessaria potrebbe scenedere di molto, dimezzarsi e anche piu' rispetto agli 800 milioni.

Ma la scelta da operare è sempre la stessa, ossia favorire i bonus o costruire nidi pubblici? Preferire bonus da spendere in strutture private o rilanciare l'offerta educativa pubblica? E ancora, stabilire un aiuto reale per le famiglie fino a 25\30 mila euro di Isee (che poi corrispondono a un reddito assai piu' elevato) oppure a tutti indistintamente? 

Gli annunci del Governo si concretizzeranno e in che forma? Sono tutte domande meritevoli di risposte e soprattutto di scelte, del resto la spesa media delle famiglie varia anche da Regione a Regione, a seconda che la struttura sia pubblica o privata in convenzione.
Intanto in Europa il 33% dei bambini frequenta i nidi, in Italia siamo assai lontani da questi risultati.
Nei prossimi mesi capiremo i reali intenti del Governo Conte bis, da parte nostra rieteriamo la richiesta di inserire i servizi educativi oggi a domanda individuale tra quelli facenti parte della pubblica istruzione. E' questa la battaglia di civiltà da sostenere

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