Dal centro sinistra ai Governi Tecnici fino alla Meloni: le spese militari e gli investimenti nel settore bellico crescono trasversalmente

 Il potenziamento e l'ammodernamento dell'esercito italiano parte ben da prima del Governo Meloni e con particolare impegno bellicista del centro sinistra perfino in anni come quelli pandemici, anni nei quali si parlava pubblicamente di investimenti economici a sostegno dell'economia e delle famiglie colpite dalla erosione del potere di acquisto e dalla perdita di posti di lavoro salvo poi scoprire che l'attenzione maggiore era rivolta al settore militare.

 
 
 




Nel corso del tempo l'aumento esponenziale della spesa è stato via via certificato a conferma che la intelligenza artificiale e il suo utilizzo in ambito militare non sono una novità degli ultimissimi anni, già 3 anni fa, nel Documento programmatico Pluriennale della Difesa, erano documentati gli aumenti di spesa
 
E sempre guardando ai documenti ufficiali si evince un impegno dell'Italia su più fronti
 
In relazione ai velivoli Eurofighter, si ricorda che il 3 luglio 2024 il Governo ha presentato alle Camere lo Schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 1/2024, relativo all'acquisizione di n. 24 velivoli F-2000 e al supporto tecnico-logistico dell'intera flotta" (Atto del Governo n.176). Il provvedimento
ha ricevuto parere favorevole dalla Commissione difesa della Camera e dalla Commissione esteri e difesa del Senato
 

La discussione in atto conferma che stanno da anni lavorando
  • all'utilizzo della intelligenza artificiale a fini militari,
  • alla crescita della filiera aerospaziale nazionale settore trainante delle spese belliche nazionali e comunitarie;
  • a dimostrare che il complesso militare sarebbe più conveniente e utile per l'economia degli altri settori anche quando (lo documenta Roberto Romano) risulta con utili e ritorni occupazionali inferiori 
  • a creare un polo produttivo militare con tanto di indotto ad alta tecnologia

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