Il risibile contraddittorio a scuola
Iniziano a manifestarsi con tutta la virulenza possibile le linee guida del Ministero, stiamo parlando del contraddittorio richiesto per ogni dibattito (solo sulla attualità?) nelle scuole.
Se oggi dovessimo organizzare un seminario sulle responsabilità della monarchia dei Savoia rispetto al fascismo e al colonialismo dovremmo quindi invitare un esponente monarchico o della famiglia degli ex reali? E qualora dovessimo tenere una conferenza sulla criminale repressione dei movimenti di liberazione nel continente latino americano dovremmo chiedere, in largo anticipo, alla Cia di inviarci qualche esponente dei battaglioni della morte?
La nostra provocazione è evidente ma la circolare del Ministro e quella sorta di retorica della par condicio nei dibattiti sta giungendo al suo paradossale capolinea.
La notizia che in un istituto superiore sia stata negata una iniziativa a tre anni dal naufragio di Cutro suona come violenza verso le vittime innocenti di quella strage.
Una decisione incomprensibile come inaudito l'oblio di quel naufragio che provocò 94 moti, 34 dei quali minori.
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