La Cub interviene nella commissione consiliare sull'aeroporto

 a seguire il video della audizione dei sindacati con intervento di William della Flaica Cub

(6) COMUNE PISA - 2A CCG DEL 13 FEBBRAIO 2026 (ORE 14.00) - YouTube


l'intervento nella precedente audizione (autunno 2025)

I lavoratori un tempo di CFT, passati ora a Consulta, hanno avuto l’applicazione di un contratto nazionale sicuramente più favorevole rispetto a quello del Multiservizi, ossia il contratto Handling. Tuttavia, non tutto è oro quello che luccica, soprattutto per i part-time, perché quelli che non riescono a fare sei ore non hanno il buono pasto. 

E poi c’è stata una decisione che ha destato parecchia polemica tra i lavoratori perché Consulta ha deciso di aumentare temporaneamente gli orari di alcuni lavoratori, senza seguire alcun criterio condiviso. L’azienda può per legge decidere di aumentare l’orario ad alcuni e non ad altri. Ma se questo mi avviene all’interno di un gruppo di lavoro senza un criterio condiviso, che può essere per esempio l’anzianità di servizio, ma per sola decisione dell’azienda, si creano dei malumori, che si sono sostanziati in una sorta di sciopero bianco per cui i lavoratori non fanno più ore di quelle che sono stabilite per contratto. 

E ora che arriva la stagione estiva ci sarà un problema non indifferente. All’incontro con Consulta del 17 porremo la questione affinché questi lavoratori non siano penalizzati in futuro e si vada invece verso una situazione che vada a potenziare l’orario estivo per tutti, senza discrezionalità di sorta. Nel periodo invernale i voli su Pisa sono fortemente diminuiti. Quello che ci ha dato Consulta nell’ultimo incontro è stata una descrizione preoccupante sulla tenuta invernale dello scalo pisano. Sono le conseguenze del low cost che dà molto lavoro nel periodo estivo, ma molto poco nel periodo invernale, ma anche di scelte che sono a monte, di tipo politico che portano a privilegiare tutta una serie di voli anche di natura commerciale su Firenze anche rispetto a Pisa. 

Avendo più lavoratori su Pisa dobbiamo fare un ragionamento di organizzazione dei voli diverso. Il depotenziamento dello scalo di Pisa sarà una follia che porterà sempre più potere al low cost. Le aziende low cost per non andare via potranno imporre delle condizioni capestro. La prossima gara dell’handling su Pisa e Firenze con Toscana Aeroporti, di cui non si sa nulla, ma che dovrà permettere la massima tenuta occupazionale.

Parlando delle problematiche del trasporto aereo, bisognerebbe includere alcune considerazioni di fondo: le questioni economiche, i problemi ambientali, i problemi tecnologici. In altro incontro sindacale abbiamo appreso che anche volendo usare mezzi a batteria meno inquinanti, non ci sono le colonnine per la ricarica di tutte quante le macchinette elettriche. Anche su questo, quando si parla di un investimento tecnologico, bisogna considerare la strategia aziendale e che molti altri aeroporti, magari anche per motivi woke, li hanno e se mancano le colonnine per alimentare i mezzi significa che non si è investito sufficientemente in tecnologia. 

Quindi anche con questi banali esempi si può ritenere che altri tipi di interventi sarebbero stati necessari. Si ha il sentore che questo settore, dopo quello meccanico, risentirà della crisi. Ci sono tre compagnie aeree che nell’ultimo mese sono fallite. Abbiamo una serie di compagnie che stanno entrando in crisi, anche per i costi che sono aumentati per quanto riguarda il rifornimento, i costi a carico delle società, etc. Come se ne esce? Partendo dal fatto che c’è una lotta intestina per arrivare ad abbassare sempre di più i costi. E i costi alla fine, quando si abbassano, hanno delle conseguenze negative sulla forza lavoro. Da qualche parte si deve pur risparmiare. All’estero ci sono state molte critiche per sistemi obsoleti nel controllo del traffico aereo. I sistemi di comunicazione delle compagnie aeree non funzionavano, c’erano problemi sull’aggiornamento e sulla manutenzione di software. Ci sono tutta una serie di questioni che dovrebbero indurre lo stato, le multinazionali a ragionare su cosa voglia dire investire in tecnologia.

 Poi abbiamo gli effetti della liberalizzazione del trasporto aereo. E le compagnie low cost hanno favorito il processo di liberalizzazione. In rete sono disponibili articoli sullo sviluppo del mercato negli Stati Uniti delle compagnie low cost. E dove c’è low cost c’è meno stabilità, più flusso di estate e minor flusso di inverno. Questa dovrebbe essere una politica della Regione Toscana e delle autonomie locali che dovrebbero fare in modo di trasformare uno scalo aereo, in uno scalo che funziona 12 mesi l’anno. Poi ci saranno sei mesi che si riduce del 30%-40% , perché non ha il low cost, però si mantiene il flusso di altri voli. I problemi siano anche questi, sono legati al fatto che il settore non può andare in crisi perché troppo grosso, ma come sta funzionando ora non potrà andare avanti per molti anni. 

Un tempo questo era un lavoro ambito, che era ricercato perché era ben pagato. Oggi hai una percentuale di persone che lo lasciano che cercano un altro tipo di occupazione che solo una decina di anni fa era del tutto impensabile. Alcuni settori che una volta erano un’aristocrazia nel mondo del lavoro oggi non lo sono più. Il ragionamento è da dividere in due parti. 

Chiedere innanzitutto un conto di tutti i lavori che stanno facendo dentro. Fare una ricognizione seria e comprendere se in questi lavori ci sta un patto di ammodernamento tecnologico di tutto l’impianto. Dovremmo una volta per tutte capire la ragione per la quale Pisa è stata condannata al low cost e il pubblico dovrebbe poter decidere su queste scelte. 

E dovremo far si che qualcuno garantisca che quando si creano delle attività lavorative all’interno del tessuto aeroportuale ci siano delle condizioni contrattuali, che non si applichino i contratti pirata, che si applichino i contratti dei sindacati maggiormente rappresentativi (anche se talvolta non sono dei migliori) si rispettino le condizioni di salute e di sicurezza, si investa in tecnologia e non si aspetti che la situazione diventi critica. 

Su questo bisogna anche interessare direttamente l’ENAC, che sulla stessa vicenda dei due handler non si capisce bene quale posizione abbia avuto. Io auspicherei da parte dell’ENAC un intervento maggiore.

 E un intervento anche su Toscana aeroporti perché dovrebbe contribuire a costruire un ambiente di lavoro più sano, più sicuro, con un contratto di lavoro più dignitoso, ma anche una possibilità di sviluppo futuro. Perché se noi continuiamo a pensare che il problema sia la competizione tra Pisa e Firenze, che un aeroporto sottragga i voli all’altro, che ogni vola che cambia un appalto si aprono delle vertenze perché quello che prima veniva riconosciuto diventa ora un miraggio, evidentemente è un sistema malato che alla fine farà pagare l’aumento dei costi direttamente alla forza lavoro.

 


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