Israele: Non ci sono piani di pace ma progetti di annessione

 Netanyahu va negli Stati Uniti ad incontrare Trump e intanto la guerra contro il popolo palestinese continua senza sosta con quotidiane incursioni nei territori palestinesi di coloni sostenuti dall'esercito di Israele.



A Gaza si muore per i bombardamenti, per le malattie (gli ospedali sono stati quasi tutti distrutti) per la fame con i generi di prima necessità sequestrati a più riprese, continuano le politiche di annessione accompagnate dalla violenza coloniale che mira a cacciare via i palestinesi dalle loro terre.

 Contro Netanyahu esiste un mandato di arresto. per crimini contro l'umanità. della Corte Penale Internazionale ma nessun paese intende muoversi in tal senso il che determina la perdita di legittimità della stessa Corte e del diritto internazionale derubricato ormai a diritto del più forte.

Non ci sono piani di pace ma progetti di annessione 

L’obiettivo è ben noto ossia mantenere una presenza militare permanente nella Striscia e nelle altre aree occupate, allargare le colonie e espellere i palestinesi dalle loro terre. Ormai perfino giornali israeliani parlano apertamente di continue violenze. Le autorità internazionali sono silenti davanti alle decine di arresti, alle sistematiche e quotidiane demolizioni di abitazioni, alla costruzione di ghetti sempre più piccoli dove rinchiudere i palestinesi adducendo la motivazione che il pericolo di attacchi terroristici impone misure draconiane.

Le incursioni dei coloni hanno colpito Jenin, Nablus, Ramallah, Hebron e tanti altri centri minori, hanno devastato e saccheggiato i terreni agricoli, abbattuto uliveti e alberi da frutto, cacciati via i palestinesi sono arrivate nuove colonie



Tutto si muove con un disegno assai chiaro: ampliare le colonie lungo la Road 60, l' arteria stradale che collega le colonie israeliane dal nord al sud della Cisgiordania. Lungo questa area le espulsioni di palestinesi favoriscono la nascita di nuovi avamposti, è così che funziona la politica di annessione mentre la situazione sanitaria e sociale è al collasso come denunciato a più riprese  dalla Mezzaluna Rossa Palestinese e da Physicians for Human Rights Israel.

E In Italia? Non basta avere sospeso il memorandum tra Italia e Israele se alcune realtà e reti denunciano carichi di componenti elettroniche transitate in Italia e dirette all'industria di guerra israeliana (le denunce arrivano dalla rete No Harbour for Genocide e BDS Italia) 

Non solo voli militari ma l'utilizzo dei porti italiani per il trasporto di armi verso Israele, armi che poi saranno utilizzate per le operazioni nei Territori palestinesi occupati.

E' più che mai importante oggi squarciare il muro del silenzio, abbattere le omertà e smontare pezzo per pezzo le menzogne che servono a giustificare la complicità dei governi europei, Italia compresa, con lo Stato di Israele. In Palestina si continua a morire.

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