Intervista a Pisa Brigante, collettivo popolare
Nelle settimane pandemiche un gruppo di giovani si è organizzato per portare aiuto alle famiglie bisognose, mossi non tanto da una logica assistenziale ma dalla ricerca di percorsi di mutuo soccorso all'insegna della conflittualità sociale. Abbiamo raccolto la loro testimonianza
Perchè nasce la esperiena di Pisa Brigante?
Quella di Pisabrigante è un' esperienza molto importante in quanto ha
dato modo a compagni di realtà diverse del territorio di sviluppare un
collettivo che mettesse al centro la solidarietà di classe attraverso l'attuazione di pratiche di redistribuzione di alimenti in questo momento di
emergenza sanitaria, economica e politica che il nostro paese sta
attraversando.
Il collettivo ha cercato di fare rete fin da subito e mettendo a contributo varie alimentari e mercati ortofrutticoli che davano via il cibo a fine giornata e grazie a questo lavoro abbiamo potuto organizzare staffette alimentari e mercati solidali nel quartiere popolare di via Fiorentina. Questo ha dato modo al collettivo di avvicinarsi alle masse popolari attraverso un lavoro pratico che ha fatto riunire giovani di quartiere che si sono riconosciuti nel progetto.
Il collettivo ha cercato di fare rete fin da subito e mettendo a contributo varie alimentari e mercati ortofrutticoli che davano via il cibo a fine giornata e grazie a questo lavoro abbiamo potuto organizzare staffette alimentari e mercati solidali nel quartiere popolare di via Fiorentina. Questo ha dato modo al collettivo di avvicinarsi alle masse popolari attraverso un lavoro pratico che ha fatto riunire giovani di quartiere che si sono riconosciuti nel progetto.
Cosa intendete per pratiche sociali all'interno delle masse popolari?
Tanti giovani hanno bisogno di sentirsi attivi nel
praticare forme di mutuo aiuto per i cittadini in difficoltà, capiscono
che non siamo tutti nella stessa barca perché la società è divisa in
classi e l' organizzazione e la solidarietà diventano le uniche forme
pratiche per difendersi dagli attacchi di chi vuole opprimere e
sfruttare le masse popolari lasciandole nella miseria e alla fame.
Tanti giovani lasciati allo sbando da chi li vuole carne da macello hanno bisogno di sentirsi parte attiva nella trasformazione di una società che tende sempre di più a dividerci e metterci gli uni contro gli altri. Il divide et impera tipico delle classi sociali piu' abbienti e dello Stato borghese alimenta la guerra tra poveri in seno alle masse e l' unico modo per combattere queste tendenze è praticare forme di organizzazione capaci di invertire la tendenza alla scomposizione, insomma aggregare e ricomporre un fronte di classe.
Tanti giovani lasciati allo sbando da chi li vuole carne da macello hanno bisogno di sentirsi parte attiva nella trasformazione di una società che tende sempre di più a dividerci e metterci gli uni contro gli altri. Il divide et impera tipico delle classi sociali piu' abbienti e dello Stato borghese alimenta la guerra tra poveri in seno alle masse e l' unico modo per combattere queste tendenze è praticare forme di organizzazione capaci di invertire la tendenza alla scomposizione, insomma aggregare e ricomporre un fronte di classe.
Che cosa state facendo?
.
Da settimane stiamo praticando redistribuzione nel quartiere di via Fiorentina dove disoccupazione, precarietà ed emergenza abitativa sono le questioni principali che colpiscono i proletari del quartiere soprattutto in questo momento di pandemia.
Attraverso il nostro intervento vogliamo fare prendere coscienza al proletariato del quartiere attraverso lo strumento del mercato solidale ,della redistribuzione dal basso di alimenti e mettendo in pratica dei messaggi di solidarietà di classe , questi percorsi a nostro avviso sono dirimenti per rispondere agli attacchi dettati dagli interessi padronali, attacchi di chi ci vorrebbe divisi, rassegnati e individualisti.
Da settimane stiamo praticando redistribuzione nel quartiere di via Fiorentina dove disoccupazione, precarietà ed emergenza abitativa sono le questioni principali che colpiscono i proletari del quartiere soprattutto in questo momento di pandemia.
Attraverso il nostro intervento vogliamo fare prendere coscienza al proletariato del quartiere attraverso lo strumento del mercato solidale ,della redistribuzione dal basso di alimenti e mettendo in pratica dei messaggi di solidarietà di classe , questi percorsi a nostro avviso sono dirimenti per rispondere agli attacchi dettati dagli interessi padronali, attacchi di chi ci vorrebbe divisi, rassegnati e individualisti.
Questo lavoro pratico di mutuo
aiuto e di recupero a nostro avviso è stato molto importante per
contrastare l assistenzialismo tipico delle organizzazioni clericali.
Perchè?
1 perché il nostro lavoro non si ferma alla semplice spesa solidale ma
avanzava invece forme reciproche di mutuo aiuto tra gli abitanti.
2 perché abbiamo costruito relazioni con disoccupati e lavoratori autonomi con obiettivi precisi e cercando la condivisione del percorso e delle finalità del progetto
3 perché il nostro lavoro non si ferma all' atto della consegna della spesa ma avanza proposte sempre differenti , perché crediamo nell' organizzazione dal basso.
Un' esperienza importante che ha dato modo di confrontarci politicamente in un momento di forti cambiamenti nella società, la crisi della borghesia è sempre piu' evidente e cosi' la incapacità di offrire risposte reali alle classi sociali meno abbienti. Nel nostro piccolo vogliamo dirigere il corso delle cose, il proletariato ha bisogno sempre più di una direzione rivoluzionaria perchè la repressione non stenta ad attaccare ogni forma di AUTORGANIZZAZIONE e ribellione.
2 perché abbiamo costruito relazioni con disoccupati e lavoratori autonomi con obiettivi precisi e cercando la condivisione del percorso e delle finalità del progetto
3 perché il nostro lavoro non si ferma all' atto della consegna della spesa ma avanza proposte sempre differenti , perché crediamo nell' organizzazione dal basso.
Un' esperienza importante che ha dato modo di confrontarci politicamente in un momento di forti cambiamenti nella società, la crisi della borghesia è sempre piu' evidente e cosi' la incapacità di offrire risposte reali alle classi sociali meno abbienti. Nel nostro piccolo vogliamo dirigere il corso delle cose, il proletariato ha bisogno sempre più di una direzione rivoluzionaria perchè la repressione non stenta ad attaccare ogni forma di AUTORGANIZZAZIONE e ribellione.
Un passo avanti da fare è quello di legarsi sempre più alle masse popolari ( lavoratori,precari,disoccupati
ecc) e alla classe operaia , per costruire nuove forme di potere
popolare in grado creare reti e coordinamenti con altre realtà di
proletari che sentono la necessità di organizzarsi per fare fronte all'
avanzare della crisi
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