Arrivano i licenziamenti………………….
Arrivano i licenziamenti………………….
Sono arrivati i primi licenziamenti
nella Cooperativa Fast di Livorno che si occupa dell’assistenza degli alunni
disabili nelle scuole superiori. Sono le prime conseguenze dei tagli alla
assistenza specialistica, nel capoluogo labronico molti studenti hanno perso
ore di assistenza e il mancato stanziamento di risorse mette le cooperative in
condizioni di grave disagio.
Il sistema
delle esternalizzazioni, gestito dagli enti locali, genera condizioni
di lavoro gravose per operatrici e operatori, combinandosi con contratti
collettivi assolutamente insufficienti dal punto di vista retributivo e delle
tutele, nonostante i recenti rinnovi. Un combinato disposto, quello tra
appalti/accreditamenti e disposizioni contrattuali, che genera lavoro povero,
conflitti continui con le cooperative e le associazioni del terzo settore, ore
perse, la costante (e comprensibile) fuga dal settore, con il rischio ulteriore
di dispersione delle professionalità.
Il sistema
delle esternalizzazioni ha, purtroppo, come obiettivo principale, il mero
calcolo di sostenibilità di bilancio, con buona pace per l’inclusione sociale e
i progetti di vita per le persone con disabilità, per i quali il Governo
Meloni, come peraltro tutti i precedenti, spende belle parole, ma poi taglia le
risorse finanziarie.
Ed è così
che dopo l’approvazione, nell’estate del 2024, della legge n.65, che
istituisce l’ordine professionale e l’albo degli educatori professionali
socio-pedagogici (un vero e proprio danno per chi svolge questa
professione), arriva anche la beffa dell’unificazione dei disegni di legge
che “promettevano” la statalizzazione di chi lavora nei servizi di
assistenza all’autonomia e alla comunicazione, all’interno delle scuole
pubbliche. Nel Testo Unificato è stato completamente cancellato il
riferimento al Ministero dell’Istruzione come ente di riferimento, per il
percorso di internalizzazione di questo personale, a favore di un non meglio
precisato riferimento agli enti locali.
Nella recente
audizione in Commissione, l’ANCI ha sottolineato che il Fondo Unico per
l’inclusione delle persone con disabilità, da cui i Comuni attingono una parte
dei fondi per l’assistenza scolastica, è già ad inizio anno assolutamente
insufficiente per garantire il servizio. È, pertanto, impensabile che gli enti
locali possano pensare all’internalizzazione.
Per di
più, il Fondo Unico ha subito un drastico taglio di risorse da parte del
Governo passando da 512 milioni del 2024 a 400 milioni per il 2025. Risulta
chiaro che dietro questa modifica ai disegni di legge ci sia la volontà di
“buttare la palla in tribuna” da parte delle forze politiche, disattendendo
puntualmente quanto promesso in campagna elettorale.
Come Cub,
insieme ad altre organizzazioni sindacali di base, vogliamo supportare le lotte di chi svolge il “lavoro
sociale”, un lavoro a cui istituzioni locali e nazionali non accordano la
dovuta attenzione creando in questo modo studenti e studentesse di serie B con minori diritti e
opportunità
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