Pace per l’umanità
Pace per
l’umanità
Pace è Resistenza, resilienza, disarmo,
nonviolenza e l'Onu con l'Unesco il suo mezzo attuativo
di Laura
Tussi
Il termine pace dal latino pactum, pacere, ossia accordo prevede un’intesa
che va oltre gli schematismi imposti dal sistema neoliberista e omologante.
L’accordo, la pace sono modelli e metodi di intesa e di comunicazione
innanzitutto nella duplicità dell’essere umani, ossia nel genere donna e uomo,
femminile e maschile e anche nei percorsi transgender, omosessuali e
transessuali, dove l’accordo e la pace e l’intesa sono sempre forme di
resistenza e resilienza alle difficoltà imposte dal quotidiano. E soprattutto
pace e resilienza rispetto ai molteplici problemi, come emergenze e minacce,
che incombono sull’umanità, dalla paura delle pandemie, al terrore delle
apocalissi nucleari all’indigenza e alla povertà che colpiscono gran parte
dell’umanità, nella disuguaglianza sociale globale, dove l’1% della popolazione
mondiale detiene il 99% dei beni comuni dell’umanità.
Pace è la parola ecumenica che accomuna le più varie culture del pianeta,
le differenti popolazioni, minoranze genti, etnie, con i rispettivi culti,
credi, fedi, religioni, che da un punto di vista agnostico rappresentano un
dato culturale imprescindibile più che una visione cultuale, più che una presa
di posizione di credo e di culto teologicamente e teoreticamente parlando.
Infatti noi osserviamo la relazione e il dialogo tra fedi e religioni da un
punto di vista fenomenologico, studiando e classificando i fenomeni appunto,
l’evidenza dei fatti, degli eventi come si manifestano all’esperienza nel tempo
e nello spazio. L’interscambio di incontro tra culture lo consideriamo un
evento fenomenologico come avviene con il modello Riace. Un modello locale che
diventa globale, ossia glocale, che dal particolare si apre all’universale,
come specifico fenomenologico di interazione di culti e culture nella pace,
nell’armonia, nell’equilibrio e nell’accordo: un patto tra gli esseri umani e
madre terra. In un’ottica universalistica, in una visione di terrestrità
circostante e dell’esistente, Riace come sinonimo e modello di pace potrebbe
rientrare in una base pratica di coosviluppo tra nord e sud del mondo per
risolvere i grandi problemi, le gravi emergenze e minacce del nucleare, della
disuguaglianza sociale globale e dei dissesti climatici. Questi sono i grandi i
'virus' che infettano l’umanità e nostra madre terra. Le lobby mortifere del
nucleare detengono un sistema sociale mondiale ingiusto dove un miliardo di
persone vivono con due dollari al giorno e 821 milioni soffrono la fame. Le
migrazioni sono causate da tutte queste sperequazione e dalle carestie, dal
terrorismo, dalla guerra, dai disastri e dissesti ecologici e climatici e dalle
manovre economiche.
Riace che fa rima con pace ha saputo conciliare in un piccolo borgo tutte
queste contraddizioni, e questi virus e piaghe per l’umanità intera che è
figlia di un villaggio globale, di una madre terra che il genere umano deve
tutelare e salvaguardare dall’estinzione.
Per questo usiamo il motto Riace è la pace. Come microcosmo e crogiolo di
bellezza, dove l’immagine estetica di colori, sguardi, volti, musica, odori e
sapori producono il bello estetico, non estetizzante e fine a se stesso, ma una
bellezza di cromie che salverà il mondo. Riace è la pace per l’umanità.
L’Agenda ONU 2030 pone nell’obiettivo pace, giustizia e istituzioni solide,
vale a dire i cardini di questo patto stabilito tra gli uomini: un patto di
pace che è sancito in tutte le carte della terra e nelle costituzioni e
istituzioni nate dopo il grande trauma della seconda guerra mondiale. Dopo
questo grande trauma, con un sussulto positivo di speranza, dalla resistenza
partigiana antifascista, sono nate le grandi dichiarazioni dei diritti umani,
l’ONU e da quest’ultima le cop per il clima a partire dal grande summit di Rio
de Janeiro nel 1992. E non dimentichiamo il TPAN, ossia il trattato ONU varato
a New York a palazzo di vetro nel luglio 2017 da 122 nazioni e dalla società
civile organizzata nella campagna per l’abolizione degli ordigni nucleari Ican.
Questo trattato Onu è stato una svolta per l’umanità e per il concetto
pacifista e il movimento nonviolento: un passo mondiale imprescindibile per il
disarmo nucleare universale che è valso a tutti gli attivisti e alle
associazioni per la pace e per il disarmo nucleare che operano in Italia e in
tutto il mondo il premio Nobel per la pace 2017.
Fare pedagogia della memoria, fare pedagogia della pace è quanto mai
urgente e necessario in un mondo globalizzato che annienta e annulla gli ultimi
per promuovere i più forti e i potenti.
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