Dall'antifascismo di forma al militarismo bellicista: i progressisti democratici con l'elmetto
Dall'antifascismo di forma al militarismo bellicista: i progressisti democratici con l'elmetto
di Giovanni Bruno
Un articolo di Antonio Scurati su la Repubblica del 4 marzo dal titolo "Dove sono ormai i guerrieri d’Europa?" rivela lo spirito bellicista dell'antifascismo dem (pseudo-democratico). Cade la maschera del progressismo dem che svela l'orientamento imperialistico delle forze borghesi, cosiddette demo-progressiste ...
L'antifascismo non ha niente a che vedere con lo "spirito guerriero" evocato da Scurati, perché è per sua natura antimilitarista!
L'articolo pubblicato di Scurati è perfettamente coerente con la linea neo-imperialista del quotidiano, che sempre di più si caratterizza per la propaganda militarista anti-russa e per l'orientamento spudoratamente filo-sionista.
La "tesi" di Scusarti sostiene, hegelianamente e futuristicamente, che guerra e spirito guerriero che hanno funestato e martoriato per secoli popoli e terre dei paesi europei - divisi tra regni e imperi e poi nazioni l'un contro l'altra armate - siano stati invece il motore della Storia europea e mondiale: testualmente, "la guerra ... è stata l'arte ... che ha mosso la Storia d'Europa e ... la narrativa che ha definito l'identità degli europei", con tecniche e invenzioni sempre più raffinate di tecnologia militare, ma anche consentito l'emergere di diritti di massa e perfino l'affermarsi dell'emancipazione femminile.
Secondo Scurati, dalle macerie provocate dai disastri delle due guerre mondiali i paesi europei hanno avviato la creazione di uno spazio pacificato e orientato al welfare (che da oltre vent'anni è peraltro picconato e messo in discussione proprio da quei dem che, in nome della normalizzazione e modernizzazione capitalistica, non hanno esitato a colpire le conquiste del movimento operaio e di lavoratori e lavoratrici conquistate nella seconda metà del Novecento) che per il propagandista Scusarti ci ha resi migliori, ma al contempo imbelli, incapaci di combattere e dunque condannati alla decadenza: il "tradimento" di Trump, che ha svelato - nel modo brutale di chi si percepisce imperatore del mondo, o quantomeno dell'Occidente - come l'Europa vivesse all'ombra dell'ombrello difensivo statunitense e NATO, in una condizione di subalternità - peraltro austera e superba - è stata una doccia gelata che ci ha risvegliato nel mondo reale dove la guerra è immanente.
Scurati, dunque, sostiene che occorra ripristinare lo spirito guerriero che avrebbe fatto "grandi" gli europei (leggendo l'articolo ho pensato, in un primo momento, che fosse humor nero, un'ironia provocatoria, ma proseguendo nella lettura mi sono reso conto che si trattava di vera e propria propaganda bellicista): per lo pseudo-intellettuale di punta dell'antifascismo dem, sulla cui genuinità mi sono sempre interrogato vista l'operazione di marketing storico-letterario e ora televisivo di M, significa che la difesa dei valori etico-politici - veicolati nella Costituzione, in cui risplende di luce propria l'articolo 11 dove sta scolpito che "l'Italia ripudia la guerra" - passa dal riscoprire lo "spirito guerriero" che in maniera sconsiderata Scurati attribuisce ai partigiani della Resistenza.
Con questo 'coup de théâtre', Scurati confonde maliziosamente l'eroica scelta partigiana di combattere il nazi-fascismo con l'attitudine militarista che ha tutt'altra natura, violenta, aggressiva, bellicista e imperialista: con questo pseudo-argomento pubblicato sul quotidiano del progressismo dem, si apre la neo propaganda euro-imperialista - finora sepolta sotto l'imperialismo euro-atlantico, con delega all'alleato-padrone americano - che si differenzia dal Fascismo storico ormai solamente per i fez e la violenza squadrista, ma non per la difesa degli interessi industrial-militari nazionali e multinazionali.
L'articolo di Scurati ha come obiettivo quello di sostenere e diffondere il progetto di riarmo dell'UE, ReArm Europe, manipolando e plagiando l'opinione pubblica prog-dem con la militarizzazione delle coscienze a favore della militarizzazione della società e dell'economia.
La Finta Sinistra Prog-Dem si infrangerà sul ReArm Europe come il Partito Socialdemocratico tedesco si schiantò sui crediti di guerra nel 1914, mentre Scurati diviene il propagandista (apparentemente riluttante) della guerra imminente: la Musa della guerra imperialistico-democratica come nuovo patto fondativo dell'UE.
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