martedì 12 giugno 2018

Pensione, lavoro e pubblica amministrazione:dove sono finite nei primi atti del Governo?

Da alcuni dati contenuti nel Def si evince che le preoccupazioni per il Governo Conti derivano dalla previsione di aumento della spesa previdenziale, aumento causato dalla Fornero che ha trattenuto migliaia di lavoratori e lavoratrici in servizio ma passati alcuni anni arriverà anche per loro il momento dell'agognata pensione.
Dopo mesi di spot pubblicitari, il primo decreto legge del governo Conte sarà  «a costo zero», si rinvia ad autunno le decisioni che contano che poi sono quelle legate al reddito, al lavoro, al sistema di tassazione. Veramente poco per chi si è presentato agli elettori come rivoluzionario ma poi cerca di barcamenarsi tra un summit nazionale e uno internazionale rassicurando i poteri forti dell'Ue. 
Gli investimenti pubblici languono, se guardiamo i dati si capisce che la loro contrazione ha avuto effetti negativi sulla stessa economia, ha contenuto i costi ma alla lunga rappresenta un ostacolo alla crescita e alla innovazione.


Il rilancio degli investimenti promesso da Lega e 5 Stelle rischia cosi' di essere ben poca cosa, una sorta di semplificazione del codice degli appalti (ma a favore di chi, di quali interessi e con quali obiettivi?), qualche manovra per dividersi tra Regioni dei soldi oppure interventi a favore delle aree terremotate? Ci sono decisioni che non possono aspettare, eppure si continua a perdere tempo e le indecisioni governative sono il primo risultato delle pressioni della Bce e probabilmente idee confuse sulle priorità da assumere.


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