Elezioni a Milano: riflessioni post voto

di Tiziano Tussi da  Gramsci Oggi      Febbraio 2023

 

Fra i tanti problemi a livello nazionale e mondiale, non appaia esiziale, mi ha stupito l’insipienza della sinistra che si è presentata alle elezioni regionali. Tale sensazione mi ha colto improvvisa avendo letto, dopo il voto, due interviste, a firma, Roberto Maggioni, che sono state fatte a due rappresentanti della stessa sinistra prima del voto. I due sono Mara Ghidorzi e Pierfrancesco Majorino (Il manifesto, 11 febbraio 2023). Cominciamo dalla Ghidorzi. Le viene domandato perché per lei il voto utile è a Unione Popolare. Risposta, riassumo: dato che vincerà Fontana perché sprecare voti per il maggior contendente di sinistra, Majorino, tanto non vince di sicuro.





 Allora meglio è votare per noi che andremo in Consiglio regionale a “disturbare le manovre della destra”. Sottointeso, ma neppure tanto, visto che poi lo dice alcune volte, centro destra e centro sinistra sono la stessa cosa. Dobbiamo riportare chi non vota a votare, proprio dicendo loro che siamo noi la sola alternativa. Mentre se vi fosse la vittoria del centro sinistra (ma se aveva appena detto che non avrebbe mai vinto?!?) l’opposizione non sarà solo di controllo ma costruttiva. Bello smarcamento! 


La domanda finale: non vi fidate molto neppure del centro sinistra. Risposta: Milano è una città che respinge…i poveri. 


C’è bisogno di una sinistra di alternativa e non di alternanza. Risultato: con queste vuotezze, 1,53%. Milano non respinge solo i poveri, che per loro natura di poveri sono respinti da qualsiasi livello di richiesta economica. Milano è respingente per ceti proletari e medi. Questo è oramai palese. E se invece che parlare di poveri, a loro pensa la chiesa, la sinistra parlasse più precisamente di proletari, nel senso d lavoratori dipendenti e precari, che cercano di vivere lavorando ma che non ce lo possono fare dignitosamente in una città, Milano, la più cara d’Italia?


Passiamo a Majorino. La presentazione del candidato mette l’accento sulla sua capacità di tenere legato un campo largo, dato che ci sono, con lui, anche i 5 stelle, che notoriamente a Milano hanno poco appeal. Infatti, avranno un risultato finale sotto il 4% così come la lista civica del candidato e quella dei verdi, in fila. 


Dato per scontato che non avrebbe mai vinto non si capisce la sua sicumera. Dice che avrebbe un atteggiamento esigente, molto esigente, verso il governo se vincesse… Ma visto che non si è alleato con altre liste – leggi Moratti (altra figura barbina; del resto, la vicinanza con Calenda fa bene a nessuno) – gli viene da dire che con Conte, che non conosceva ha avuto un buon rapporto: mi ha fatto una buona impressione personale e sono contento ecc. ecc... 


Si chiederà ora perché ha avuto pochi voti dalla sinistra vista la “buona impressione di Conte”? Pochi voti, anche se Majorino nell’intervista dice che ha convinto tanti a votare. Per fortuna! Se non li avesse convinti? Mah! E sembra che la convinzione sia venuta dalle frasi di inclusione che ha speso– cambia insieme a noi. Come se non fossero mai state messe in circolazione. Risultato: 33,93% per la coalizione. 21,82 per il PD più un 3,82 per la sua lista. 


Ma parliamo di voti reali. Quanti sono quelli persi? Quattrocentomila circa per il PD. 864 mila per i 5 stelle, ridotti ad un lumicino di circa 100mila voti in Lombardia. Non male per chi voleva riportare alle urne ecc. ecc. 


Mentre per Unione popolare, se facciamo riferimento alle scorse elezioni regionali si può parlare di una tenuta di lista, anche se la volta precedente questo simbolo non c’era e si può tentare un paragone con Sinistra per la Lombardia, e 10mila voti in più per la candidata. Ma non guardiamo alle percentuali dato il basso numero dei votanti, 4 su dieci. Mentre le precedenti elezioni l’affluenza era al 73% abbondante.

Insomma, proposte della sinistra in un quadro al solito approssimativo, poco incisivo tanto da risultare inutile nelle preposte fatte agli elettori.

 

Prima delle elezioni regionali e dopo: tanto lavoro da fare a sinistra.

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