Qualche considerazione sulla segretaria del Pd

 La elezione della Schlein alla segreteria del Partito Democratico fino a qualche settimana fa sarebbe stata impossibile perchè gli equilibri interni al partito e all'area politica che vi ruota attorno sembravano immodificabili. Iscrittasi al Pd pochi giorni prima di lanciare la sua candidatura ricorda quel Fausto Bertinotti già segretario di un partito, Rifondazione Comunista, al quale manco era iscritto.



La nostra impressione è che migliaia di non votanti per il Pd siano scesi a compromessi con la loro storia e coscienza (pensavano di fare un dispetto alle destre andando ai Gazebo?) e abbiano puntato su una candidata che nell'arco di pochi mesi si è per altro rimangiata innumerevoli posizioni e oggi si schiera, sulla guerra, a fianco di chi invoca continui rifornimenti di armi proprio come la  Meloni.

Invocare poi l'antifascismo, la difesa della sanità pubblica, la lotta alla precarietà sono in apparenza segnali di rottura con il passato ma fino ad un certo punto perchè nel consiglio Regionale della Emilia Romagna, dove la segretaria era vice di Bonacini, non troviamo traccia di queste dichiarazioni di intenti. E se proprio doveva mettere in pratica questa svolta a sinistra di tempo ne ha avuto eppure di lei si è persa traccia .

E come sovente accade, fin quando stai alla opposizione, puoi raccontare di tutto e di più ma sei poi vieni eletto gli impegni assunti almeno in parte dovranno essere rispettati.

Una impietosa regola, quella della coerenza, alla quale sfuggono tutti, guardatevi le dichiarazioni in politica estera della Meloni e confrontatele con l'odierno atlantismo 

Ma torniamo e chiudiamo sulla Schlein e sulle illusioni a "sinistra", sulle suggestioni che la dipingono come volto nuovo e innovativo.

La segretaria non ha lasciato alcun segno nella Giunta emiliana, non si è opposta, ma ha invece sostenuto, innumerevoli provvedimenti assai graditi da Confindustria in campo infrastrutturale, urbanistico e paesaggistico, sul lavoro le ultime leggi regionali sono nell'alveo delle compatibilità con i dettami padronali.

Potremmo menzionare mille atti della Regione Emilia che stridono con le prime dichiarazioni della segretaria, ancora una volta un capo di partito arriva dal nulla e sembra la donna, o l'uomo, della strada, salvo poi scoprire blocchi di potere (ricordatevi le Sardine che sembravano volere innovare la sinistra?) mediatico ed economico che operano dietro le quinte, attivi nella costruzione di personaggi nuovi sui quali costruire narrazioni di vario genere. 

A parlare sono tutti buoni e ad oggi la prassi politica della Schlein, è stata sempre più moderata, serviva una immagine nuova da lanciare e cosi' i pronostici che davano vincente Bonacini sono stati rovesciati, poi esiste un popolo dominato da facili illusioni (non ce ne vogliano) che pensa di avere invertito la tendenza verso destra di un paese che neppure davanti alle stragi nel Mar Mediterraneo e nei luoghi di lavoro offre segni di risveglio .

Forse saremo smentiti dai fatti ma questa operazione costruita a tavolino serviva a ripescare quanti erano usciti dal Pd , se la segretaria vorrà cambiare strada rispetto al passato suggeriamo 4 iniziative ineludibili

Fine del rifornimento di armi all'Ucraina 

Proposta di legge che ponga fine alle leggi che precarizzano il lavoro

Proposta di legge sulla immigrazione 

Una posizione, del Pd, contraria alle grandi opere urbanistiche in Emilia Romagna 

Saranno sufficienti questi punti per dimostrare il grande bluff

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