ENNESIMA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE ALL'ORIZZONTE

 Dietro alle dolci parole di Letta verso la Meloni si cela un disegno politico ossia la Riforma della Costituzione. Dopo il pareggio di Bilancio sta per arrivare l'ennesimo attacco che cambierà gli assetti istituzionali rafforzando il potere dell'esecutivo per porre fine a quel bilanciamento di poteri che poi era alla base della Carta.



Semipresidenzialismo alla francese, premierato forte, presidenzialismo all'americana sono tutte formule ma nella sostanza il Governo sta costruendo le basi per arrivare alla elezione del Capo del governo da parte dell'elettorato affidando al premier la possibilità di nominare e revocare i ministri chiedendo direttamente lo scioglimento delle Camere in caso di crisi politica (oggi questa decisione è del Capo dello Stato) 

Certe alchimie istituzionali non sono note alla cittadinanza che in anni ormai lontani si è bevuta la favola del maggioritario come espressione del potere dei cittadini e formula perfetta per avvicinare l'uomo della strada alla politica.

La storia degli ultimi 20 anni dimostra invece la fallacia di questa previsione, il numero dei votanti è ormai ridotto a poco più della metà dell'elettorato, importanti elezioni come quelle regionali nel Lazio e in Lombardia hanno visto l'affluenza alle urne crollare miseramente (ormai vota un terzo degli aventi diritto).

Il Maggioritario è servito per affermare un'altra logica, quella della alternanza tra due blocchi di potere, centro sinistra e centro destra, asserviti indistintamente ai poteri forti di economia e finanza, tagliando fuori dalla rappresentanza (con lo sbarramento e i premi di maggioranza) partiti e coalizioni che rappresentano una parte, anche nei numeri, importante per i cittadini e la democrazia.

Il ruolo dei Sindaci ha progressivamente svuotato i consigli comunali e gli eletti ormai votano ordini del giorno discutendo poco o nulla i provvedimenti loro presentati.

Scenari già visti con l'avvento del maggioritario, oggi si parla del premierato come antidoto alla disaffezione dei cittadini al voto e per favorire la partecipazione democratica,  in realtà si mira ad altro, a  rafforzare gli esecutivi centralizzando il potere nelle mani di pochi  anche se il messaggio lanciato all'opinione pubblica è diametralmente opposto ossia ampliare gli spazi di partecipazione e discussione democratica.

E la proposta di premierato della destra trova anche consensi nel centro sinistra ormai senza idee e prospettive, pronto ad accettare i diktat Usa e Nato senza mai il classico beneficio del dubbio.

Il Pd ha già depositato in Parlamento una proposta di legge sul cancellierato alla tedesca da qui le dolci parole del futuro segretario Pd Bonaccini espresse sulla stampa (Meloni non è fascista perchè è fedele alla Ue e alla Nato, è quanto dichiarato dall'attuale Governatore dell'Emilia Romagna) che fanno prefigurare un dialogo aperto e in corso sulle Riforme Istituzionali

E sempre centro sinistra e centro destra sono favorevoli all'autonomia finanziaria, quindi chi si meraviglia che non esista già un accordo all'orizzonte per le Riforme Costituzionali?

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