Dichiarazione congiunta delle organizzazioni indipendenti a sostegno delle legittime proteste delle masse popolari
Dichiarazione congiunta delle organizzazioni indipendenti a sostegno delle
legittime proteste delle masse popolari
♦ La rinnovata esplosione di rabbia e di proteste da parte di diversi strati della popolazione in molte città è il segno delle profonde disfunzioni, delle disuguaglianze insopportabili e della condizione estremamente critica della vita delle masse. Con il passare degli anni della Repubblica Islamica, le masse popolari – in particolare operai, insegnanti, lavoratori delle città e delle campagne, donne, giovani e le nazionalità oppresse – comprendono sempre più chiaramente che sotto questo regime non conosceranno né tranquillità, né benessere, né sicurezza sociale, e che non è immaginabile per loro alcun futuro luminoso.
La povertà assoluta, l’inflazione crescente e il carovita fuori controllo sono tutti il risultato della struttura di un sistema capitalistico in profonda crisi; la Repubblica Islamica non solo non vuole, ma non è nemmeno in grado di ridurre le crisi economiche, politiche e sociali. Da un lato, infatti, la sopravvivenza di questo sistema si fonda sullo sfruttamento e sull’oppressione capitalistica; dall’altro, le politiche dominanti e le pratiche del regime
svolgono un ruolo determinante nell’aggravare e
ampliare tali crisi. Inoltre, qualsiasi tentativo di cambiamento o trasformazione
positiva nella società può scuotere le fondamenta del potere e metterlo
seriamente in pericolo. Per questo motivo la Repubblica Islamica si oppone
duramente a qualsiasi rivendicazione economica, politica e sociale dei
lavoratori e delle masse sfruttate, rispondendo a ogni lotta anche per le più
elementari richieste con la repressione e il massacro.
La soluzione repressiva può forse dare ai dittatori la temporanea illusione di mettere a tacere ogni voce di libertà; ma si tratta di una speranza falsa. La voce della protesta delle masse non si spegnerà e la lotta di classe continuerà. Come abbiamo visto, anche negli anni più bui della repressione il regime non è mai riuscito a imporre il silenzio e la sottomissione alla società. Questa realtà l’abbiamo constatata nelle proteste del 2017, 2019 e 2021, nel
movimento rivoluzionario «Donna, Vita, Libertà» del
2022, e la vediamo oggi nelle recenti
mobilitazioni che hanno trasformato molte città
dell’Iran in teatri di lotta di strada, trascinando soprattutto giovani
coraggiosi e rivoluzionari – nonostante il confronto con proiettili e fucili –in
una battaglia tra la vita e la morte.
La vittoria finale dipende dall’unità e dalla coesione della lotta, dal rafforzamento delle file dei combattenti, delle forze progressiste e amanti della libertà, e dalla solidarietà tra lavoratori e sfruttati. Sostenere e appoggiare queste lotte è il dovere di ogni oppresso e di ogni persona amante della libertà e della giustizia. I firmatari di questa dichiarazione, insieme alle organizzazioni indipendenti e attive dei lavoratori e dei pensionati, sostengono le lotte delle masse popolari e si considerano soldati del grande esercito dei lavoratori e degli sfruttati.
Tuttavia, una lezione che tutti i movimenti rivoluzionari vittoriosi hanno insegnato alle forzecombattenti deve essere appresa e applicata anche nelle nostre lotte: senza una corretta e scientifica comprensione della società e del suo sviluppo, senza la conoscenza dei propri amici e nemici, senza una strategia fondata su tale comprensione, e senza lavoratori e intellettuali d’avanguardia organizzati che combattano sulla base di questa consapevolezza, nessun movimento rivoluzionario potrà giungere alla vittoria.
Uniamoci, organizziamoci, cambiamo
il nostro destino.
Sindacato dei lavoratori della
canna da zucchero di Haft Tappeh
Comitato di coordinamento per
l’aiuto alla creazione di organizzazioni sindacali indipendenti
Lavoratori pensionati del Khuzestan
Gruppo Unione dei Pensionati
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