La performance? Il cavallo di Troia nel Pubblico impiego
Il Ministro Zangrillo ha preparato le nuove linee guida in materia di performance: voti più bassi, forti sperequazioni e la contrattazione piegata ai voleri del Governo
a cura della CUB COMUNE PISA
La performance non è un valore aggiunto
Il Ministro per la pubblica amministrazione ritiene la performance antidoto per arrestare la decadenza della Pubblica amministrazione, noi dipendenti abbiamo ben altra idea avendo vissuto direttamente la valutazione e giudicandola uno dei più grandi inganni avvenuti da 30 anni a questa parte.
La valutazione è divenuta da tempo un mero strumento di intimidazione verso la forza lavoro, cattivi voti sanciscono la erosione della produttività e allontano le progressioni orizzontali (differenziali economici) che spettano per altro, con sentenza della Corte dei Conti a metà degli aventi diritto e così escludono una quota crescente di personale.
Meglio sarebbero delle progressioni da avere dopo tot anni di servizio come avviene nel privato, sarebbe più equo e soprattutto fuori dalla mercè delle valutazioni dirigenziali.
Perchè non si parla del buono pasto e del limite alle progressioni orizzontali?
Non una parola viene spesa sulle intromissioni della Magistratura contabile il cui scopo è ridurre la spesa di personale, contrarre diritti mentre rispetto alle spese della politica, all'aumento dei rapporti fiduciari non intravediamo la stessa morbosa attenzione.
Davanti a sentenze della Corte dei Conti che limitano le progressioni di carriera, davanti a un buono mensa fermo da 14 anni alla misera cifra di 7 euro, ossia la metà di quello che costa oggi un pasto, i sindacati vogliono mobilitarsi dando vita ad una giornata di protesta in tutto il paese?
Valorizzare il merito?
Zangrillo parla intanto di strategia di piena valorizzazione del merito nel contesto organizzativo.
La cultura del merito nasce in Inghilterra come ideologia divisiva e antisociale, potremmo definirla oggi come coronamento della totale discrezionalità dirigenziale e del loro potere sulla forza lavoro, mero strumento per avere obbedienza e rassegnazione, subalternità ai processi decisionali.
E la minaccia per i disobbedienti è sempre quella di natura economica, con salari che perdono da anni potere di acquisto la privazione anche di pochi euro è motivo sufficiente per non cogliere la inutilità della performance anche ai fini di accrescimento della qualità dei servizi
Quello che viene giudicato il fulcro delle amministrazioni pubbliche è piuttosto causa della loro decadenza, insomma di virtuoso c'è poco o nulla in questo sistema.
“Quando si misura il merito di una persona – specifica il Ministro Zangrillo – non si esprime una valutazione valoriale sulla persona, ma si declina il suo profilo di competenze, di esperienze, il suo potenziale. Quindi, valutare il merito significa misurare la capacità che abbiamo di esprimere i nostri talenti, le nostre virtù; significa individuare le aree di miglioramento, in fin dei conti significa impegnarsi a far crescere le persone, che si traduce nel creare valore pubblico”.
La direttiva Zangrillo va letta e compresa evidenziandone gli aspetti pericolosi per la forza lavoro e per semplici ed elementari rivendicazioni sindacali, da troppo tempo siamo abituati a sottovalutare atti, circolari, ordinanze, disposizioni, convinti che non arriveranno cambiamenti di sorta, eppure stanno passando messaggi, linguaggi, interpretazioni che potrebbero maturare processi regressivi scaricando oneri crescenti, e a costo zero, sulla forza lavoro. La circolare di Zangrillo ci ricorda che questa volta fanno sul serio e le conseguenze saranno solo negative
Entriamo nel merito della Direttiva
La circolare della performance si prefigge alcuni obiettivi che un Sindacato serio e conflittuale dovrebbe contrastare per evitare un modello che collega la retribuzione ai risultati (cottimo 4.0?) e in misura crescente alla parte variabile del salario.
Intanto:
- la valutazione deve coinvolgere una pluralità di soggetti e in una PA con evidenti carenze di organico il sistema di controllo e di valutazione riceverà fin troppo spazio
- le votazioni dovranno essere sempre più diseguali e appiattite verso il basso, il Ministero ha già detto che la stessa contrattazione sindacale dovrà assecondare questi processi. Cosa resterà allora della contrattazione ?
- l’introduzione di forme di rewarding per chi ha contribuito maggiormente al miglioramento della performance dell’amministrazione.
Il Ministro, inoltre, intende fornire ulteriori indicazioni volte a:
- migliorare l’efficacia e l’utilità dei sistemi valutativi facendoci credere che i dipendenti potranno a loro volta incidere sulla valutazione dei dirigenti. E' una pia illusione tipica di un sistema iniquo e chiuso che vuole apparire aperto e democratico, un po' come se ci facessero scegliere la carta igienica da mettere nel bagno dicendo che abbiamo partecipato al disegno e all'arredo della casa
- ribadire il trattamento di favore per una minoranza impropriamente ribattezzata come le “eccellenze” a cui destinare una produttività maggiorata con i soldi del fondo
- promuovere il ruolo fondamentale della formazione nella valutazione individuale sapendo che alcuni, grazie alla disponibilità economica e a tempo libero, possono acquisire attestati da spendere
- favorire l’individuazione di forme di premialità a favore di piccole elites, il trionfo dei super bravi, o presunti tali, che si prenderanno parti crescenti del salario accessorio di tutti
Per giustificare questi processi Zangrillo prova a confondere le idee. Come?
- lanciando la valutazione dal basso ossia si promuoveranno delazioni anonime mascherate da collaborazioni attraverso questionari con lo scopo di effettuare un controllo su dirigenti, coordinatori ed Eq.
- attraverso la valutazione collegiale per evitare che ci siano disparità di giudizio tra i vari dirigenti uniformando verso il basso le valutazioni
In Enti nei quali i carichi di lavoro crescono a dismisura, nei quali la formazione e gli strumenti di lavoro sono inadeguati la soluzione è indirizzare tante risorse umane al controllo dei colleghi? La Pubblica amministrazione diventa il trampolino di lancio della società della sorveglianza?
La direttiva (https://www.funzionepubblica.gov.it/it/il-dipartimento/versioni-testuali-delle-notizie/direttiva-in-materia-di-misurazione-e-di-valutazione-della-performance-individuale/) sta già producendo i primi effetti spingendo ogni Ente o direzione della PA a rivedere il sistema di valutazione con le indicazioni sopra descritte, useranno lo strumento del confronto che si traduce in 30 giorni di chiacchere al termine delle quali la parte datoriale assumerà, con assenso o diniego sindacale, le decisioni che vuole. E qui scontiamo gli errori dei sindacati firmatari dei contratti negli ultimi 30 anni, sindacati che alla contrattazione di importanti materie hanno sostituito gli sterili istituti contrattuali del confronto e della informazione.
Ci sono aspetti risibili come la esaltazione della leadership che poi si tradurrà in ulteriore gerachizzazione della PA, l'esatto contrario di quello che oggi servirebbe per salvaguardare il pubblico.
E a corollario di questo processo,, la lunga sequela di termini inglesi per imporre carichi di lavoro, crescenti responsabilità, assunzione del rischio che poi si tradurrà nella deresponsabilizzazione della politica, piani formativi discrezionali e personali per sviluppare percorsi di carriera a beneficio di pochi dipendenti giudicati strategici. E aggiungiamo il business della formazione, dell'acquisto di titoli, di formatori interni ed esterni che diventeranno figure sempre più importanti a prescindere dalla utilità e dalla efficacia dei percorsi formativi.
Conclusioni
Questa riorganizzazione della performance mira anche disarticolare i contratti nazionali con istituti contrattuali pensati per pochi ma pagati con i soldi della produttività, meno incarichi selezionati internamente e con importi maggiori il che aumenterà la competizione interna alimentando un clima da caserma. La valutazione non funziona, non va ripensata, andrebbe decisamente cancellata e con essa tutti gli istituti contrattuali che dividono la forza lavoro mettendola in competizione per autentiche miserie
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