Se la scuola diventa palestra securitaria e tutto si riduce all'ordine pubblico

 Se la scuola diventa palestra securitaria e tutto si riduce all'ordine pubblico


 a cura della Cub di Pisa


Due ministri, quello dell’Istruzione e dell’Interno Matteo Piantedosi hanno sottoscritto una direttiva da applicare a tutto il mondo della scuola avente come titolo "misure per il rafforzamento delle azioni di prevenzione e contrasto di fenomeni di illegalità negli istituti scolastici”.
 
A richiedere l'intervento delle forze dell'ordine negli istituti scolastici saranno i dirigenti  in accordo con le locali Prefetture come azione punitiva e preventiva delle illegalità nelle scuole
 
Già il titolo e l'oggetto della direttiva meritano attenzione perchè il disagio sociale esistente viene trasformato da subito in un problema di ordine pubblico istituendo controlli e strumenti di sicurezza all'ingresso delle scuole come ad esempio i metal detector.
A gestire questi controlli sono chiamate le forze dell'ordine la cui presenza nelle scuole diventerà non eccezionale ma quotidiana se preventivamente richiesta dai dirigenti.

Leggiamo testualmente
 
In questa prospettiva, le misure di controllo diventano parte integrante di una strategia complessiva che mira a creare contesti educativi sicuri e regolati, all’interno dei quali possano svilupparsi relazioni positive e percorsi di crescita consapevole. Allo stesso modo, le iniziative di prevenzione sociale ed educativa trovano un necessario sostegno nella certezza delle regole e nella capacità delle istituzioni di intervenire con prontezza laddove emergano situazioni di rischio, evitando che comportamenti pericolosi o illegali si consolidino o degenerino.
 
Ancora una volta, nelle more del Codice Rocco, saranno i Prefetti a gestire determinati processi, ad esempio con la convocazione di quel Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica da cui scaturiscono tempi e modalità degli interventi di controllo e di vigilanza e nei quali potranno essere incluse anche figure socio sanitarie.
Se poi aggiungiamo la presenza della videosorveglianza gestita dal Comune, le telecamere esterne ai plessi scolastici possiamo ipotizzare una stretta securitaria importante
 
Le modalità di adozione di tali strumenti saranno oggetto di dedicate riunioni tecniche presso le Questure, anche con il coinvolgimento degli stessi Dirigenti scolastici, e dovranno assicurare, tra l’altro, che l’attività di controllo resti affidata ai soli operatori di pubblica sicurezza, evitando ogni impropria partecipazione del personale degli istituti interessati.

Al fine di garantire efficacia, trasparenza e coerenza dell’azione pubblica, le iniziative messe in campo dovranno essere accompagnate da un sistema strutturato di monitoraggio che, in prospettiva, consentirà di verificare le ricadute delle stesse, valutandone l’impatto concreto e la rispondenza alle esigenze rilevate sul territorio. Tale attività di osservazione permetterà, inoltre, di riconoscere tempestivamente eventuali criticità, sovrapposizioni o lacune negli interventi, nonché di valorizzare le buone pratiche emerse a livello locale.
 
Se la sicurezza è la condizione della autentica libertà, come leggiamo nel testo della direttiva congiunta, dovremmo ragionare insieme su cosa sia oggi la sicurezza. Noi crediamo che avere delle scuole sicure significa plessi moderni con aule laboratori e palestre moderne e funzionanti, pensiamo agli stages scuola lavoro nel corso dei quali sono morti, o feriti in maniera anche seria, alunni e alunne per il loro indebito utilizzo in mansioni e attività non spettanti a chi studia.
Pensiamo che la sicurezza sociale dovrebbe essere il primo obiettivo da perseguire a fronte di numeri crescenti di giovani che abbandonano la scuola prima del raggiungimento del diploma e non trovano, in alternativa, alcun corso di formazione professionale.
Pensiamo alle scuole chiuse  di pomeriggio con orari scolastici ridotti, la loro apertura potrebbe permettere lo svolgimento di tante attività educative, ricreative e sociali determinanti per la formazione dei giovani, specie per quelli con meno opportunità a disposizione.
Ma evidentemente questi interventi avrebbero un costo che il Governo non intende sostenere,  ripercussioni sui tetti di spesa spinti sempre più verso il basso, allora è preferibile trovare la solita, l'ennesima, risposta securitaria trasformando le scuole in una sorta di palestra del controllo sociale, con la vecchia criminalizzazione di ogni forma di devianza rinunciando a combattere il disagio, la violenza e la emarginazione sul terreno sociale ed educativo

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