Dichiarazione del lavoratore combattivo Reza Shahabi attivista sindacale, a sostegno del popolo e con una chiara opposizione alle ingerenze straniere.
♦️ Dichiarazione del lavoratore combattivo Reza Shahabi attivista
sindacale, a sostegno del popolo e con una chiara opposizione alle ingerenze
straniere.
In una parte di questa dichiarazione si legge:
✍️ «In una situazione in cui povertà, disoccupazione, discriminazione e
repressione hanno spinto la vita di milioni di persone oneste e lavoratrici
verso la rovina; in cui i giovani di questa terra cercano il semplice sogno
della “vita” nel labirinto della disperazione; e nell’attuale momento delicato,
in qualità di attivista dei lavoratori che per anni, nel percorso per ottenere
i più elementari diritti del lavoro e umani, ha pagato costi pesanti – dal
licenziamento a ripetuti arresti e lunghe detenzioni – ritengo mio dovere
sottolineare i seguenti punti:
Noi, gli sfruttati e i lavoratori, non chiediamo solo pane, ma anche
dignità, libertà, giustizia e un futuro umano. In questo percorso, il movimento
operaio indipendente, nato dal cuore stesso di questa società, ha avuto e
continua ad avere un ruolo storico e determinante; un ruolo svolto non con il
permesso dei poteri autoritari e dei capitalisti speculatori, ma facendo leva
sulla consapevolezza, sull’organizzazione e sulla solidarietà dei lavoratori e
delle loro famiglie.
Negli ultimi giorni abbiamo assistito al fatto che alcune correnti
opportuniste, legate agli interessi del potere, sia all’interno che all’esterno
del Paese, attraverso slogan devianti e campagne tossiche organizzate, cercano
di screditare il volto emancipatore e combattivo dei movimenti di sinistra e
socialisti, attaccandoli consapevolmente all’interno delle proteste popolari.
Si tratta di un tentativo mirato, non per una critica sana e sincera, ma per
indebolire le forze progressiste radicate nelle reali rivendicazioni dei
lavoratori, dei ceti popolari e degli oppressi. Tali azioni distruttive
prendono di mira di fatto il movimento operaio indipendente e gli attivisti del
lavoro, poiché sanno bene che l’unica forza capace di mettere in discussione le
strutture ingiuste di sfruttamento e le discriminazioni sistemiche è la classe
operaia nel suo insieme – donne e uomini – e i movimenti progressisti radicati
nella profonda sofferenza e nella resistenza storica del popolo.
Per molti anni la Repubblica Islamica dell’Iran ha cercato, attraverso
una repressione continua, di impedire la creazione e l’espansione di sindacati
indipendenti nel Paese, poiché è ben consapevole che il movimento operaio
indipendente non è subordinato agli interessi dei capitalisti e dei governanti
e non è disposto a integrarsi nella logica del profitto e dello sfruttamento.
Noi lavoratori sappiamo che in Iran, indipendentemente dal tipo e dalla
forma di governo, i capitalisti hanno sempre cercato lavoro a basso costo e
lavoratori silenziosi e privi di organizzazione. Sappiamo che solo la classe
operaia e i movimenti egualitari lottano per un’istruzione e una sanità
gratuite e universali; sappiamo che solo questi movimenti considerano l’accesso
a un alloggio adeguato un diritto umano e non un privilegio; e sappiamo che la
politica deve essere a beneficio di tutto il popolo del Paese, dei poveri e
degli oppressi, trasformandosi in uno spazio di massima partecipazione dal
basso, e non in un monopolio del potere nelle mani delle classi superiori e di
leader autoproclamati.
Il movimento e gli attivisti dei lavoratori devono dichiarare a gran voce
che siamo al fianco del popolo povero e oppresso. Non abbiamo pagato per
decenni un prezzo così alto perché ora altri salgano sulle nostre spalle e
decidano del nostro destino. Dobbiamo dichiarare – e far sapere a tutti – che
per realizzare la giustizia economica e sociale e per garantire la guida e la
partecipazione massima dei lavoratori e dei ceti popolari non risparmieremo
alcuno sforzo.»
— Lavoratore licenziato, membro del Sindacato dei lavoratori della
Compagnia degli Autobus di Teheran e Suburbi
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