giovedì 17 maggio 2018

Il contratto di Governo del cambiamento....

Siamo debitori all'Huffington Post (https://www.huffingtonpost.it/2018/05/15/un-comitato-di-conciliazione-parallelo-al-consiglio-dei-ministri_a_23435353/?utm_hp_ref=it-homepage) per avere reso pubblico l'intricato retroscena della trattativa tra Lega e 5 Stelle per la formazione del Nuovo Governo. Non un semplice articolo giornalistico ma la pubblicazione del documento che stanno redigendo per suggellare la intesa.

 Ci sono segnali preoccupanti come la creazione del cosiddetto Comitato di Riconciliazione dentro cui le forze politiche cercheranno una sintesi superando le difficoltà e le divisioni. A livello costituzionale non esiste questa sorta di direttorio che sancisce un livello decisionale dentro cui il peso specifico degli interessi economici e finanziari potrebbe essere decisivo.

Lo hanno definito "CONTRATTO PER IL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO" , è un corposo documento che definisce gli ambiti e le regole di coordinamento delle forze politiche facenti parte della maggioranza di Governo, sempre che questa maggioranza arrivi a delle decisioni e abbia i voti in Parlamento.

Ci sembra indicativo che in questo direttorio siano ammessi i capi politici degli schieramenti in maggioranza (Mov 5 Stelle e Lega), un direttorio a cui demandare compiti e responsabilità fino ad oggi del Consiglio dei Ministri con tanto di presenza dei segretari di Partito .  Dov'è finito allora con il partito anticasta acerrimo avversario della partitocrazia?

Il direttorio anticipa forse la strisciante distruzione della Costituzione? Il direttorio, magari per fini diversi dal Pd, sancisce la espropriazione delle prerogative spettanti al Parlamento in materia di gestione delle attività da sottoporre a discussione e voto,  viene fuori la natura antidemocratica di movimenti che dicono tutto e il contrario di tutto, che si sono presentati come alternativi ad un potere insopportabile ma poi , presi i voti, si dimenticano di quanto detto e operano in senso opposto? 

Rinviamo alla lettura del testo, ci limitiamo solo a richiamare l'attenzione su alcuni punti, per esempio l'idea che la Giustizia abbia bisogno di inasprimento dei daspo,  costruzione di nuovi carceri, pene severe che poi si tramuteranno nella guerra agli ultimi. Si dice di volere potenziare le normative in materia di corruzione ma dalle prime avvisaglie non vorremmo che la supremazia dell'impresa, e dei suoi interessi, finisse con il calpestare i diritti dei lavoratori come potrebbe avvenire ben presto negli appalti.

Sicuramente Lega e 5 Stelle concordano su un punto: una idea di società dove il controllo delle telecamere sia sempre piu' prevaricante, dove le intercettazioni siano potenziate e dove l'insaprimento delle pene resta la soluzione piu' indicata
Altro punto saliente è la questione immigrazione, basti pensare che in ambito Leghista è sempre piu' forte la idea di chiudere le moschee venendo meno a quella libertà religiosa che dovrebbe essere tra i pilastri dellpo stato di diritto.

Ma la parte piu' significativa del testo è quella dedicata alla politica estera e dobbiamo ammettere che esistono segnali di novità positivi, come del resto positivo resta il giudizio dato sull'Europa tanto è vero che alcuni autorevoli giornali di area industriale vanno parlando di pericolo Grecia per l'Italia.

Ci sono passaggi  che, se tradotti in pratica, potrebbero sancire la rottura dell'Ue e l'uscita dall'area Euro, per questo motivo è iniziato il fuoco di sbarramento dei mercati, dei poteri economici e finanziari che sotto l'Ue e le regole di Maastricht hanno prosperato e accresciuto guadagni e profitti . Tutta da capire invece la non meglio ipotizzata "ridiscussione dei Trattati dell'Ue". come anche la richiesta alla Bce di cancellare 250 miliardi di titolo di stato. 

Ci sono , infine , dei passaggi scioccanti come la vendita del patrimonio immobiliare pubblico (piu' privatizzazioni per tutti) e la Flat tax, il rilancio di una idea non banale che vedrebbe la Cassa depositi e prestiti  intenta a centralizzare nelle sue mani le partecipazioni pubbliche. Poi il non superamento della Legge Fornero che entrambi gli schieramenti avevano spergiurato di cancellare o il ripristino del voucher, per finire con alcuni spot contro il numero chiuso all'università che potrebbero tradursi nella revisione del sistema educativo sul modello tedesco, un modello che condanna i figli del popolo all'accesso solo alle scuole di secondaria importanza.

E del reddito di cittadinanza? Parrebbe in arrivo ma per la copertura economica chiedono soldi al Parlamento Europeo, una misura insolita per chi  nello stesso testo invoca il superamento di Maastricht.

Chiudiamo con la scarna trattazione del tema sanità, si parla di rivedere i Lea e di tagliare alcune spese il che fa intendere come la spending review di Cottarelli rappresenti un collante per Lega e 5 Stelle.
I prossimi giorni saranno decisivi per capire se questo Governo andrà in porto o meno, nel frattempo sarà il caso di non autorelegarci al ruolo di silenti spettatori visto che sono in ballo gli interessi materiali e la democrazia stessa del nostro paese

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