Crisi Ucraina: un punto di vista tra geopolitica e scenari globali

 riceviamo e pubblichiamo un intervento di Stefano Zecchinelli  de L'interferenza


Ucraina: gli antimperialisti devono appoggiare (tatticamente) l’intervento militare russo

L’operazione russa in Ucraina rappresenta un passo ulteriore verso la transizione ad una fase
multipolare del capitalismo globale: gli Stati Uniti hanno foraggiato il governo nazista-conservatore di Kiev mettendo a repentaglio la vita delle popolazioni russofone, una guerra a bassa intensità lunga 8 anni fatta di pogrom, persecuzioni anticomuniste ed imperialismo finanziario.
Mosca, una volta riconosciute le Repubbliche popolari della Nuova Russia, non ha potuto fare a meno di mostrare al mondo la propria superiorità militare: la Nato non è (più) nelle condizioni di vincere una guerra territoriale di ‘’terza generazione’’.
 
L’obiettivo tattico (nel breve periodo) degli USA è riallineare gli ‘’alleati’’ al militarismo dello
Stato profondo, mentre quello strategico (nel medio periodo) rimane quello di trasformare la Federazione Russa in una semi colonia periferica, come ha spiegato il giornalista investigativo Simon De Beer, chiamando in causa il celebre testo di Zbigniew Brzezinski, La grande scacchiera. L'America e il resto del mondo, 1997:
 
’Gli Stati Uniti hanno quindi deciso di indebolire Mosca con tutti i mezzi, compreso quello di
impedirle di creare un blocco economico indipendente con l'Ucraina. Senza l'Ucraina, la Russia
cessa di essere un impero", spiegava lo stratega Brzezinski nel 1997.
"Per Mosca, ristabilire il controllo sull'Ucraina - un paese di cinquantadue milioni di persone con
abbondanti risorse e accesso al Mar Nero - significa assicurarsi i mezzi per diventare di nuovo un potente stato imperiale. " 
 
L'integrazione dell'Ucraina nella NATO ha anche lo scopo di indebolire la Russia. Un rapporto del 2008 al Congresso degli Stati Uniti afferma che l'adesione dell'Ucraina sarebbe "una garanzia contro eventuali tentativi russi di far rivivere il suo 'impero'". 
 
Il generale antifascista Charles De Gaulle, lucidissimo esponente della ‘’borghesia nazionale’’
europea, nel 1962 comprese che un esercito imperialista composto prevalentemente da mercenari non poteva mantenere il controllo del territorio contro una popolazione, motivata ideologicamente, in armi: riconobbe l’indipendenza algerina e sostituì il colonialismo territoriale con l’imperialismo tributario basato sui meccanismi di strozzinaggio del ‘’franco africano’’. Il governo russo, muovendosi all’interno del solco del capitalismo liberale, non ha fatto altro che proiettare l’eredità politica dei gollisti sociali ed anti-statunitensi nel ventunesimo secolo: l’intervento russo è in linea con la Carta delle Nazioni Unite. Leggiamo quando scrive a riguardo l’analista strategico Andrew Korybko:
 
La grande potenza eurasiatica sta utilizzando il suo diritto legale internazionale all'autodifesa, non solo per proteggere le sue linee rosse di sicurezza nazionale e gli interessi umanitari del popolo del Donbass, ma anche per il bene del mondo intero. Se la Russia si fosse sottomessa al tentativo di ricatto nucleare degli Stati Uniti, Washington avrebbe immediatamente messo gli occhi sulla Cina, dopo di che avrebbe ripristinato la sua declinante egemonia unipolare sul pianeta, se fosse poi riuscita a neutralizzare strategicamente anche Pechino.
Per queste ragioni, la causa della Russia è giusta e pienamente in linea con lo spirito della Carta delle Nazioni Unite che decreta ufficialmente l'uguaglianza delle nazioni e l'inammissibilità di una condotta come quella degli Stati Uniti che assicurano la propria sicurezza a spese di qualcun altro come la Russia (e anche della Cina).

 
Mosca non è una cosiddetta "potenza revisionista", Washington lo è, poiché tutto ciò che la Russia vuole fare è tornare all'ordine internazionale sancito dall'ONU e precedentemente concordato anche dagli stessi Stati Uniti.’’ 
 
E’ stata l’ideologia dei neocons, basata sulla globalizzazione della Dottrina Monroe ed il rilancio
della ‘’guerra eterna’’ (accantonata da Trump e rilanciata dall’amministrazione Biden), ad obbligare Mosca all’intervento militare in quanto erede della Geopolitica difensiva dello Stato proletario ‘’con distorsioni burocratiche’’ sovietico: gli Stati Uniti d’America – spiega Korybko – sono indiscutibilmente la potenza revisionista che, ingannando il mondo, hanno mondializzato la russofobia razzista del Pentagono teorizzando la distruzione d’una porzione del pianeta. Il
successo dell’operazione speciale russa in Ucraina riequilibrerà gli assetti geopolitici, obbligando l’’’imperialismo delle portaerei’’ (cit. Amadeo Bordiga) a circoscrivere in Europa la declinazione neoliberista del Grande Reset : la costruzione d’una nuova
Architettura di potere.
 
‘’La violenza stessa è una potenza economica!’’: in questa congiuntura storica (febbraio 2022) il monopolio dello strozzinaggio è nelle mani di Washington che ha trasformato i vecchi alleati della ‘’guerra fredda’’ in ostaggi da dissanguare nella transizione alla società della paura
(pandemie, guerre, nuove forme di povertà e biopolitica).
 
La posizione delle comunisti, davanti lo scontro
Atlantismo ed Eurasia, dovrebbe seguire le direttive di Amadeo Bordiga (fondatore dimenticato del Partito comunista d’Italia) il quale liquidò preventivamente la logica del ‘’né, né’’
(né con gli aggressori e né con gli aggrediti) tipica della sinistra ‘’zombie’’ e dei post-marxisti
(pacifisti):
 
‘’Trotzky può essere stato tra i fautori della tesi: nei grandi conflitti della storia, che tutto
incendiando antecedono tuttavia quello proprio del nostro programma, noi possiamo dover
scegliere, restando dialetticamente noi stessi, una delle due posizioni. Ma indubbiamente
accompagnò a questa un'altra tesi: giammai potremmo scegliere la parte dove sta l'Inghilterra!
 
Il marxismo non è codificato in versetti; dove il suo fondatore scrisse nel 1867
Inghilterra dobbiamo nel 1949 leggere Stati Uniti d'America.
 
L’interventismo militare russo rappresenta una occasione anche per i lavoratori europei:
geopolitica e conflittualità sociale, la liberazione dalla ‘’società del controllo ‘’ globale passa
per tappe intermedie come il ripristino della stabilità strategica globale.
 
In Ucraina, l’imperialismo statunitense ha dimostrato ancora una volta d’essere, riprendendo la celebre affermazione di Mao Tse Tung, una ‘’tigre di carta’’.
 
riferimenti bibliografici
 
 

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