Il costo del lavoro negli appalti e lo scostamento dalle tabelle ministeriali del costo del lavoro. Appunti per restituire dignità ai salari negli appalti

 Il Tar Cagliari, sentenza di pochi giorni or sono, si è espresso in merito alla valutazione dei costi del lavoro, se la azienda aggiudicatrice possa e in che termini scostarsi dalle tabelle ministeriali. 

La prima riflessione è che si debba guardare al problema non nell'ottica di riduzione dei costi del lavoro ma discostarsi prevedendo invece un aumento degli stessi magari applicando un contratto migliore.

 Il giudice ha accolto la posizione del Rup ma al di là degli esiti del ricorso alcune valutazioni si rendono necessarie. a partire dalla necessità di stabilire un costo del lavoro adeguato e in linea con la dignità salariale e contrattuale. Nel costo del personale occorre prevedere un determinato tasso di assenteismo, di malattie, di permessi studio e congedi familiari. oltre alle ore di assemblea e ai permessi sindacali, lasciare un margine per i rinnovi dei contratti nazionali e l'aumento del costo orario. Poi ci sarebbe anche spazio da destinare alla contrattazione di secondo livello il che rende un ipotetico calcolo del costo di personale assai problematico e bisognoso di considerazioni complessive e articolate. 

Il riferimento alle tabelle ministeriali da solo non è sufficiente se non prendiamo in considerazioni altre voci e fattori e il calcolo finale non puo' avvenire nella logica del ribasso. Ben venga allora la possibilità di scostamento se avviene nell'ottica di accrescere la spesa di personale per dare dignità e sostanza alle retribuzioni. Molto dipende dal bando di gara , da come il calcolo della spesa di personale verrà effettuato. 

Le tabelle ministeriali vanno quindi aggiornate perchè non possono essere un limite invalicabile se non al rialzo e le centrali di committenza dovrebbero operare in questa ottica.  E ogni scostamento, pur soggetto a limiti, non potrà che essere pensato nell'ottica di salvaguardare le retribuzioni dei lavoratori e delle lavoratrici.

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