Mancano i fondi per i rinnovi dei contratti pubblici 2022/24

a seguire il comunicato stampa della Cub Pi Toscana

Le risorse ad oggi non ci sono e la responsabilità non è da attribuire solo all'aumento della inflazione ma a scelte politiche come dimostra il fatto che i fondi necessari al rinnovo dei contratti non sono stati previsti dall'ultima Legge di Bilancio.



Come si possa pensare di aprire la stagione dei rinnovi contrattuali senza certezza delle risorse a disposizione dovremmo chiederlo a quei sindacati che nel corso degli anni hanno sottoscritto intese a ribasso con la continua perdita di acquisto determinata da quell’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) che non consente di adeguare al costo della vita i salari.

E intanto si tagliano fondi alla sanità ricorrendo alla contrazione delle spese correnti e invece di bandire concorsi per ricoprire tutti i posti mancanti si fa ricorso agli interinali e alle cooperative.

La una tantum  accordata dal Governo per quest’anno ( 1,3 miliardi)  ha solo acquistato tempo senza reperire le risorse necessarie per il rinnovo dei contratti, una elemosina elettoralista che lede la dignità salariale.

E nel frattempo gli stipendi pubblici continuano a perdere potere di acquisto come quello di contrattazione con innumerevoli materie fuori da ogni confronto reale con la parte sindacale. Perdita del potere di acquisto e di contrattazione, processi di esternalizzazione e privatizzazione sono figli della stessa politica di depotenziamento del settore pubblico alla quale non intendiamo piegarci.

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