mercoledì 25 aprile 2018

IL nostro 25 aprile ...all'insegna di antifascismo anticapitalismo e antisessismo

Due giorni di dibattiti e di festa, di socializzazione anche se di motivi per festeggiare ne avremmo davvero pochi.
Due realtà di base come il circolo Rinascita e la casa del Popolo di Pisanello hanno organizzato un dibattito il 24 alla presenza di Luca Savi della redazione di Lotta Continua, Aurelio Fabiani della Casa Rossa di Spoleto e della casa editrice rapporti sociali. Un pranzo , il 25 aprile, alla casa del Popolo con 160 presenti e interventi dal palco seguiti dal concerto
Sintetizziamo il nostro 25 Aprile riportando un passaggio dell'intervento della casa del Popolo di Pisanello

Vogliamo assumerci una responsabilità , quella di ribadire che la Resistenza non va ricordata con l'occhio rivolto al passato nè tanto meno con retorica e ambiguità. In questo 25 aprile vogliamo ricordare non solo la liberazione dal nazifascismo ma anche la cacciata dei partigiani, all'indomani del 1945, da ogni posto di comando, rimossi partigiani dalle Prefetture e dalle Questure per sostituirli con quanti si erano macchiati di crimini e della collaborazione attiva con il nazifascismo, la Resistenza di coloro che hanno difeso i cortei operai e popolari negli anni successivi alla cacciata del fascismo pagando con anni di carcere. All'indomani del 1945 gli Usa e la democrazia cristiana, gli agrari e gli industriali si sono ripresi quel potere che era stato loro tolto con la lotta partigiana, hanno criminalizzato gli antifascisti, criminalizzazione proseguita da pseudo storici intenti a descrivere le gesta dei Partigiani come azioni delinquenziali.

Pietro Secchia sostenne che la Resistenza aveva ragione di esistere anche dopo la cacciata del Fascismo perchè andava costruito un sistema politico sui diritti dei lavoratori e degli ultimi, per non restituire ricchezze e proprietà a quanti avevano sostenuto economicamente il fascismo fin dalla sua ascesa. Secchia parlo' della necessità di difendere la Costituzione e di praticarla soprattutto nelle parti che furono subito disattese, quelle pagine che parlavano del controllo dell'economia a fini sociali e non di profitto. L'insegnamento di Secchia vale tutt'oggi perchè i lavoratori e le lavoratrici subiscono ogni giorno repressioni feroci nei luoghi di lavoro, si vuole impedire loro il diritto di sciopero e la libera rappresentanza con regole che sanciscono il trionfo dei profitti e distribuiscono la ricchezza prodotta solo per accrescere la ricchezza di pochi condannando fasce sempre piu' grandi della popolazione alla povertà e alla indigenza. Antifascismo per noi significa ribadire la natura anticapitalista della nostra iniziativa quotidiana, siamo dalla parte dei lavoratori licenziati perchè si sono ribellati a regole inique e a uno sfruttamento selvaggio.

A chi oggi ci chiede cosa significa essere antifascismo rispondiamo solo con due considerazioni: non esiste antifascismo quando dominano i soprusi e le ingiustizie sociali, quando il revisionismo storico è anche espressione di una politica di parte che si basa sullo sfruttamento dei lavoratori e delle lavoratrici contro i quali , quando provano ad alzare la testa, vengono scatenati, ieri come oggi, i fascismi, i razzisti , le violenze aribitrarie e la repressione.

Diamo appuntamento il 1 maggio davanti alla base Usa di camp darby perchè un'altra liberazione oggi è necessaria ossia dalla militarizzazione del territorio e dalle basi Usa e Nato. Vogliamo cosi' ribadire il nostro no alla Ferrovia della Morte che collegherà Camp darby all'areporto militare di Pisa per trasportare le armi e i supporti logistici negli scenari di guerra Usa e Nato. I partigiani volevano un paese di pace e non ci sarà pace fino a quando i nostri territori saranno militarizzati e scenari di guerra

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