Appello per tutelare la forza lavoro nei beni culturali

Salvare il salvabile? No, rilanciare. 
Appello per tutelare la forza lavoro nei beni culturali

A poche ore dal Decreto Cura Italia, non si tratta solo di erogare , in tempi rapidi, i nuovi ammortizzatori sociali ma  rimettere al centro la questione sociale che a brevissimo esploderà sulle vite di tutte e tutti.
Apprendiamo dagli organi di stampa che il decreto appena varato prevede l’utilizzo di forme di sostegno al reddito e compensi una tantum.
La fase critica che stiamo attraversando impone un ragionamento su scala più grande, basterà l’elargizione di somme di denaro parcellizzate per superare la tempesta che si sta per abbattersi sulle nostre vite? La risposta ovviamente è negativa nonostante gli ammortizzatori sociali in arrivo che per altro sono insufficienti e tali da non coprire il reale fabbisogno.
Bene ma non benissimo direbbe qualcuno, sentiamo la necessità di rilanciare e non di fermarsi a salvare quello che è possibile gettando al macero tutto il resto.
La situazione cittadina rispecchia per certi versi il quadro nazionale, l’economia di Pisa, egata fortemente all’indotto culturale, rischia seriamente di vedere un down senza via d’uscita, questa è la ragione principale che ci spinge a chiedere davvero di gettare il cure oltre l’ostacolo, partendo dalle periferie del nostro Paese.
Il 12 marzo parecchi giornali hanno ripreso l’appello al Governo sottoscritto dagli assessori alla Cultura di diverse città italiane, da Roma a Venezia, da Napoli a Torino, il titolo è eloquente “sostegno alla cultura o non si riprenderà”, in poche parole assumere provvedimenti che ammortizzino realmente le mancate attività lavorative su tutte le tipologie contrattuali, dai lavoratori dipendenti passando per p.iva e autonomi.
Parliamo dei tanti operatori culturali, dalle guide turistiche agli addetti ai musei e alle mostre (spesso dipendenti di cooperative), di tanti uomini e donne che nella nostra città operano con contratti precari.
La nostra  città non puo' eludere la questione, non è solo in gioco la economia di Pisa e provincia basata sul turismo culturale ma anche la esistenza di centinaia di lavoratori e lavoratrici che oggi hanno bisogno di reali tutele che vadano ben oltre gli ammortizzatori accordati ..
Ognuno faccia la sua parte, a partire dallo Stato per finire con gli enti locali.

Sindacato Generale di Base Pisa
Mi Riconosci? Sono un professionista dei beni culturali


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