Di nuovo tutti\ e a lavoro? A proposito della Circolare 3 della Funzione Pubblica
Dalla metà di Maggio, termine di proroga di gran parte dei provvedimenti smart working, proveranno a far rientrare tanti dipendenti senza avere prima analizzato l'andamento dello smart, senza voler capire se con questa mobilità, e scuole ancora chiuse, è possibile gestire numerosi servizi della PA come lo fa nelle nazioni europee del centro Nord.
Ha poco senso dire che la riapertura di cantieri, fabbriche e servizi necessita del dialogo con gli Enti pubblici, quel dialogo un tempo avveniva via telefono oggi viaggia in rete , quindi non potrebbe avvenire anche con la modalità smart? Potrebbe se la Pa volesse fare un salto di qualità tecnologico e innovativo, se le regole burocratiche e autoritarie, tipiche del rapporto tra dirigente e sottoposto, venissero rimesse in discussione, se i dirigenti e i funzionari avessero le stesse competenze informatiche dei loro sottoposti (tanto per dirne una).
La nuova circolare della FP farà discutere, dice che gli uffici devono «dare seguito alle
istanze e alle segnalazioni dei privati», molte scadenze rinviate al 15 Giugno bussano alla porta e dirigenti e amministratori sono presi dal panico, dalla incapacità di pensare che tante risposte possono essere date anche con la modalità smart.
E cosi' si dimentica che lo smart, almeno fino a quando ci saranno rischi di contagio, resta la «modalità ordinaria» per il lavoro pubblico, non vorremmo che intanto iniziassero le deroghe, il parziale ritorno al lavoro, magari " per le cosiddette urgenze indifferibili" per poi ritrovarci in uffici nei quali non esistono le condizioni atte a tutelare la nostra salute e sicurezza.
La Pa ha bisogno di ruoli gerarchici e verticali per vivere? La gerarchia è minacciata dallo smart? E che fine hanno fatto la «digitalizzazione dei processi» e la revisione dei «modelli organizzativi»? Tutte domande alle quali non si vuole rispondere.
SGB Comune di PIsa
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