Di nuovo tutti\ e a lavoro? A proposito della Circolare 3 della Funzione Pubblica

http://www.funzionepubblica.gov.it/articolo/dipartimento/04-05-2020/direttiva-n-32020

Avevamo capito che le Pubbliche amministrazioni non erano in grado di gestire innumerevoli servizi con lo Smart Working e men che mai di ripensarne  modalità di gestione e  contenuti. E' evidente che si voglia spingere il personale della PA ad un progressivo, ma rapido , rientro in servizio tutelando le figure cosiddette fragili.

Non ha retto la distinzione tra servizi differibili ed indifferibili, all'atto pratico diversi dipendenti sono transitati da una direzione all'altra per non vedersi consumare le ferie dell'anno corrente, per quanto ne dicano le circolari della Funzione Pubblica sono state necessarie diffide continue di parte sindacale per fermare quello che abbiamo definito libero arbitrio dirigenziale nel senso di quella scarsa considerazione verso i diritti individuali e collettivi in materia di ferie e istituti contrattuali.

Oggi, passato il 4 Maggio, numerosi Enti devono velocizzare il ritorno al lavoro , pur scaglionato, di tanti dipendenti, tra obiettivi di Mandato del Sindaco, obiettivi conferiti dai Sindaci ai dirigenti, lo scaricabarile è già iniziato.

Dalla metà di Maggio, termine di proroga di gran parte dei provvedimenti smart working, proveranno a far rientrare tanti dipendenti senza avere prima analizzato l'andamento dello smart, senza voler capire se con questa mobilità, e scuole ancora chiuse, è possibile gestire numerosi servizi della PA come lo  fa nelle nazioni europee del centro Nord.

Ha poco senso dire che la riapertura di cantieri, fabbriche e servizi  necessita del dialogo con gli Enti pubblici, quel dialogo un tempo avveniva via telefono oggi viaggia in rete , quindi non potrebbe avvenire anche con la modalità smart? Potrebbe se la Pa volesse fare un salto di qualità tecnologico e innovativo, se le regole burocratiche e autoritarie, tipiche del rapporto tra dirigente e sottoposto, venissero rimesse in discussione, se i dirigenti e i funzionari avessero le stesse competenze informatiche dei loro sottoposti (tanto per dirne una).

La nuova circolare della FP farà discutere, dice che  gli uffici devono «dare seguito alle istanze e alle segnalazioni dei privati», molte scadenze rinviate al 15 Giugno bussano alla porta e dirigenti e amministratori sono presi dal panico, dalla incapacità di pensare che tante risposte possono essere date anche con la modalità smart.

E cosi' si dimentica che  lo smart, almeno fino a quando ci saranno rischi di contagio, resta la «modalità ordinaria»  per il lavoro pubblico,  non vorremmo che intanto iniziassero le deroghe, il parziale ritorno al lavoro, magari " per le cosiddette urgenze indifferibili" per poi ritrovarci in uffici nei quali non esistono le condizioni atte a tutelare la nostra salute e sicurezza.

La Pa ha bisogno di ruoli gerarchici e verticali per vivere? La gerarchia è minacciata dallo smart? E che fine hanno fatto la  «digitalizzazione dei processi»  e la revisione dei  «modelli organizzativi»? Tutte domande alle quali non si vuole rispondere.


SGB Comune di PIsa

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