Il lupo perde il pelo ma non il vizio: da baciare il rospo all'appoggio del Governo Conte

La deriva degli Ingraiani scivola inesorabilmente verso posizioni sempre piu' arrendevoli e filo Governative. E' emblematico il corsivo de IL Manifesto di domenica 3 Maggio di Norma Rangeri a conferma di una vecchia teoria politica che nel corso degli anni ha smarrito ogni connotato di classe e conflittuale.  Non è una novità, da anni si sostiene acriticamente quanto è inviso alle destre , prima il Nemico numero uno era Silvio Berlusconi e oggi Matteo Salvini.
Ma questo modo di ragionare e di interpretare la politica ha portato solo a sconfitte e continui cedimenti e nel migliore dei casi a teorizzare la necessità di un partito del lavoro a sinistra che poi verrebbe monopolizzato, all'atto pratico, dai vertici della Cgil che ricordiamo non ha fatto alcuna opposizione reale all'innalzamento dell'età pensionabile al contrario di quanto accaduto in Francia ove anche i sindacati piu' moderati hanno scioperato per giorni e settimane.

Sostenendo tutto cio' che è inviso alle destre si finisce con regalare alle stesse destre l'egemonia politica e culturale nelle classi subalterne come dimostra il voto degli ultimi anni.

Basterebbe solo questa constatazione a indurre a qualche considerazione critica ma si vede che la storia non è mai maestra di vita (e di politica).

Nel paese, per Rangeri , esisterebbe un consenso diffuso della opinione pubblica verso le misure anti contagio adottate dal Governo Conte, allo stesso tempo Il Manifesto ospita interventi critici verso l'operato del Governo e delle Regioni, interventi che alla fine vengono sintetizzati, anzi vanificati, nel sostegno acritico al Governo.

Non è in gioco il lockdown, sono invece in gioco ben altre questioni prima tra tutte la gestione della sanità da parte del Governo e delle Regioni, non ci risulta che l'esecutivo abbia fatto marcia indietro rispetto alle privatizzazioni o all'autonomia differenziata. Non basta allora nascondersi dietro all'ammissione che il Governo Conte non sia il migliore dei governi possibili ma sufficiente a evitare che il paese sia riconsegnato, alle prossime elezioni politiche alle destre.

Ancora una volta arriva la litania del fronte unico da contrapporre alle destre senza mai riempire di proposte e iniziative questo fronte. Con chi dovremmo accordarci allora? Con il Governatore dell'Emilia tra i principali assertori dell'autonomia differenziata? Possibile non accorgerci che i poteri forti sono già ben presenti dietro all'attuale esecutivo? E, se cosi' non fosse, molte fabbriche o magazzini della logistica sarebbero ancora chiusi almeno dove il contagio ha assunto dimensioni maggiori.

E mentre la Magistratura inizia le indagini sul contagio nelle Rsa e negli ospedali, la cosiddetta sinistra cosa fa?  Si limita a dire cose giuste sulla sanità o sull'istruzione ma senza mai disturbare i manovratori anche quando assumono decisioni discutibili o si barcamenano tra comitati scientifici e i dettami di Confindustria.

E cosa intendiamo fare su carceri e a proposito dei poteri assoluti del capitalismo della sorveglianza?  E cosa pensiamo degli appalti e dei subappalti o delle spese militari inalterate per volontà dell'esecutivo? E dell'emergenza abitativa o di quella sociale? Pensiamo di affrontarla con la solita logica del welfare che toglie ad alcuni per dare ad altri?

Ovviamente non ci sono risposte, un tempo si bacio' il Rospo e oggi si abbraccia Conte, sempre all'insegna della subalternità e senza mai volere incidere sulle scelte dirimenti per la classe lavoratrice, salvo poi discettare sul lavoro ma senza mai ascoltare i lavoratori e le lavoratrici. Una sinistra snob subalterna ai poteri forti e salottiera, è forse questo il modello di riferimento? Sicuramente non per chi pensa che la lotta di classe non vada in quarantena .


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