La Rsu del Comune di Pisa incontra l'Amministrazione
In data 7 Maggio, tra parte sindacale e parte pubblica, si è tenuto, in modalità videoconferenza, un tavolo tecnico dedicato alla cosiddetta fase 2 dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, alla luce del recente DPCM del 26 aprile 2020 (che conferma, senza particolari novità l’art. 87 del decreto legge n. 18/2020) e della Direttiva n. 3 del 4 maggio 2020 della Fuzione Pubblica avente ad oggetto "Modalità di svolgimento della prestazione lavorativa nell'evolversi della situazione epidemiologica da parte delle pubbliche amministrazioni”.
Per chi non avesse ancora letto questa direttiva a firma del ministro Fabiana Dadone, ne riassumiamo i punti salienti:
- conferma dello smart working come modalità ordinaria della prestazione lavorativa;
- invito alle Amministrazioni a considerare l'effetto della ripresa delle attività economiche non più sospese;
- invito alle Amministrazioni a sfruttare questa fase di esteso utilizzo dello smart working per programmare quel processo di innovazione che in questi giorni viene auspicato da tutti.
Appare chiaro che la ripresa delle attività economiche potrebbe comportare, nel Comune di Pisa e in generale negli Enti locali, un'organizzazione diversa dei servizi che comunque non giustifica in alcun modo il rientro generalizzato del personale negli uffici. La fase di riapertura potrebbe richiedere un rapporto diverso con i servizi dell’amministrazione che, come suggerisce la stessa direttiva, può essere comunque organizzato rendendo compatibili le attività svolte in ufficio solo per alcune giornate con il lavoro agile. E, in caso di presenza in ufficio, chiediamo che siano garantite tutte le norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro del previste.
Premesso quanto sopra, ci saremmo aspettati di ricevere notizie, indicazioni, indirizzi di massima su come l’Amministrazione Conti intenda organizzare la fase di riapertura graduale degli uffici e dei servizi ma al contrario ben poco è stato detto dalla parte pubblica. Il Segretario Generale si è limitato a ribadire che l'incontro era del tutto informale, per pura cortesia aggiungiamo noi, e come la riapertura dovrà tenere conto dei prossimi decreti normativi che sicuramente saranno adottati dal governo entro il 18 maggio p.v.. Sentita la parte sindacale, l'amministrazione assumerà le responsabilità delle proprie scelte in totale autonomia e senza ulteriori confronti.
Il giudizio sull'incontro è negativo. Appare chiaro che l’Amministrazione non abbia alcuna intenzione di confrontarsi con la RSU e con i Sindacati decidendo in autonomia come e quando riaprire. E’ vero si tratta sicuramente di una decisione politica ma rivendichiamo, come tra l’altro previsto dall’ulitmo CCNL art. 7 comma 4 lettera m, il diritto di contrattazione delle linee di indirizzo e i criteri generali per la individuazione delle misure concernenti la salute e la sicurezza del lavoro, soprattutto nella delicatissima fase 2. Su questo ultimo punto abbiamo fortemente insistito che la fase di confronto doveva essere presieduta dal Segretario Generale, nella sua qualità di presidente della delegazione trattante, e non delegata ai tavoli di confronto tra RLS, RSPP, Medico Competente e Datore di Lavoro.
Abbiamo insistito, senza ottenere al momento alcun risultato, sulla necessità di promuovere l’adozione del “Protocollo di accordo per la prevenzione e la sicurezza dei dipendenti pubblici in ordine all’emergenza sanitaria da “Covid-19” siglato il 3 aprile u.s. al fine di promuovere e agevolare il ricorso a misure necessarie a contenere la diffusione del contagio, mettere in sicurezza gli ambienti di lavoro e di accesso al pubblico e contestualmente garantire la continuità dei servizi e i livelli retributivi dei pubblici dipendenti che li prestano. Abbiamo sollecitato l'incremento dell'appalto delle pulizie attualmente esistente perché le ore assegnate al personale saranno del tutto insufficienti per assicurare sanificazioni e pulizie se e quando torneranno negli uffici parte dei\lle dipendenti.
Resta per noi imprescindibile la garanzia di un confronto preventivo a qualsiasi modifica dell'organizzazione delle attività. Vediamo il rischio che l'avvio della nuova fase possa incentivare alcuni dirigenti\amministratori a chiedere inspiegabili rientri in ufficio anche se non necessari. Vista la delicatezza della fase e l'impatto che il rientro generalizzato del lavoro pubblico avrebbe sul sistema della mobilità locale e sulla necessità del permanere ove possibile di limitazioni agli spostamenti riterremmo qualsiasi scelta che acceleri il rientro sul posto di lavoro, anche ove non strettamente necessario per l'erogazione dei servizi dei cittadini, sbagliata e contraria allo spirito delle direttive stesse.
La RSU ha posto, senza ricevere alcuna risposta positiva, anche domande relative alla conferma del trattamento economico accessorio dei dipendenti in lavoro agile ed in particolare sull’indennità condizione lavoro e sul buono pasto. L’Amministrazione Comunale si è giustificata asserendo che è in corso un dibattito sul riconoscimento della suddetta indennità ai dipendenti in smart working, ci ha informati di avere chiesto in merito un parere ARAN, riservandosi successivamente di assumere qualche decisione.
La Parte sindacale ha osservato che:
- in forza dell’articolo 20 comma 1 della legge 81/2017 il lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile ha diritto ad un trattamento economico e normativo non inferiore a quello complessivamente applicato nei confronti dei lavoratori che svolgono le medesime mansioni esclusivamente all'interno dell'ente;
- il Medico Competente ha valutato che i dipendenti che svolgono la prestazione in modalità smart working sono soggetti al rischio video terminale e quindi, a nostro avviso, spetterebbe per diritto l’indennità condizione lavoro a tutti i lavoratori e le lavoratrici in servizio attraverso la modalità smart;
- in ogni caso l’indennità condizione lavoro si contratta a norma dell’art. 7 comma 4 lettera d;
- la circolare n. 2 del 01 aprile 2020 della Funzione Pubblica prevede che l’attribuzione del buono pasto al personale che svolge la prestazione in lavoro agile debba essere oggetto comunque di confronto con le organizzazioni sindacali.
Considerato che le indennità di rischio, disagio e maneggio valori, indennità assorbite dalla condizione lavoro, non sarebbero sempre compatibili con la prestazione resa non in presenza - pensiamo, per fare un semplice esempio, ad un agente contabile che percepisce ordinariamente la condizione lavoro per il maneggio valori - lavorando in modalità smart e non in presenza nel luogo di lavoro, questo dipendente non potrà rivendicare – giustamente - l’indennità per una attività che di fatto non svolge al proprio domicilio ma, alla luce di quanto sopra osservato, appare chiaro che l’indennità dovrà essere comunque erogata per il rischio da video terminale.
L’Amministrazione correttamente può chiedere tutti i pareri che vuole ma non potrà sottrarsi alla contrattazione prevista dal CCNL del 21 maggio 2018.
Inoltre, per quanto riguarda la mancata erogazione del Bonus di euro 100,00, previsto dall’art. 63 del Cura Italia, per rispondere ai lavoratori che hanno lavorato in presenza nel mese di marzo, ci è stato risposto che l’Agenzia delle Entrate ha fornito recentemente indicazioni sulla modalità di calcolo e che tale bonus, essendo in realtà una detrazione d’imposta, può essere comunque erogato entro i termini del conguaglio fiscale e quindi nella busta paga di dicembre 2020. Premesso questo, ci è stato riferito che comunque stanno aspettando di chiudere senza anomalie i cartellini di marzo per poi procedere nel più breve tempo possibile ad erogare il bonus.
Infine la RSU ha ribadito la necessità di anticipare, ove possibile, i tempi previsti per il pagamento di progetti, incentivi.
Pisa, 07 maggio 2019
RSU E RLS Comune di Pisa
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