La lettera delle cooperative pisane agli Enti locali per coprogettare i servizi educativi all'infanzia. Ma le lavoratrici cosa ne pensano?
In queste settimane abbiamo chiesto alle cooperative di essere parte attiva di una proposta unitaria per l'applicazione dell'articolo 48 del Decreto Cura Italia , un'opportunità concessa a committente e appaltatori per definire modalità differenti di gestione dei servizi.
Dalle cooperative nessuna risposta ma peggio ancora ben poco interesse da parte della forza lavoro divisa tra chi è in ferie, chi a casa con gli ammortizzatori sociali e quanti a lavoro.
Ci saremmo aspettati, ma forse siamo solo degli stupidi illusi, che l'occasione fosse propizia per rimettere in discussione appalti a ribasso, contratti di lavoro a poche ore , una situazione di vita e lavorativa all'insegna dell'incertezza e della precarietà con i mesi esclusi dal calendario scolastico privi di ogni forma retributiva.
Alcune ditte in appalto non hanno anticipato al personale gli ammortizzatori sociali, ai Sindaci abbiamo chiesto di intervenire ma non si sono neppure degnati di rispondere.
In questi giorni le cooperative hanno scritto una lettera per chiedere a Regione ed Enti locali di coprogettare insieme la Fase due, capiamo la necessità di questa richiesta dettata dalla reale preoccupazione dei posti di lavoro ma ancora una volta dissentiamo nella forma e nella sostanza soprattutto dopo avere rinunciato ad aprire un confronto sulla applicazione dell'art 48 del decreto Cura Italia.
Ci chiediamo per quanto tempo ancora la forza lavoro del privato sociale sia silente dinanzi a scenari decisivi per il loro futuro occupazionale e salariale, disposta a tacere e a delegare il loro futuro alle cooperative con un rapporto fideistico , subalterno e sempre meno sensato.
Non si tratta di mettere in competizione privato sociale e servizi a gestione diretta per accaparrarsi porzioni di mercato magari a prezzi sempre piu' risicati che poi si traducono in perdita di ore e di salario, in epoca pandemica urge rivedere il rapporto regionale del rapporto tra educatrici e bambini, riprogettare gli spazi nelle strutture, mettere in sicurezza bambine\i e operatrici. Regione , Stato ed enti locali dovranno fare la loro parte rivedendo non solo il sistema delle regole vigenti ma ridisegnando la mappa degli appalti uscendo fuori dalla logica del ribasso, dei mesi senza lavoro e non retribuiti, una logica che alla fine è convenuta a tutti\e, cooperative incluse.
Per provare a rompere la gabbia degli appalti e delle regole inique serve il protagonismo delle lavoratrici e dei lavoratori, la capacità di farsi promotori di istanze, progetti e rivendicazioni, acquisire la forza per avere i necessari margini di contrattazione. Non volere approfittare dell'art 48 è un grave errore perchè dimostra la subalternità a regole inique che hanno costretto le stesse cooperative ad operare in situazioni di crescenti difficoltà, non si tratta di mettere in competizione le strutture pubbliche al privato sociale, bisogna rivedere regole e norme, farlo in fretta per assicurare dignità salariale e lavorativa a tutte\i
assemblea sugli appalti
delegati \e , lavoratrici e lavoratori di Sgb Pisa
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