Clausola sociale negli appalti e progetto di riassorbimento


Una recente sentenza stabilisce che la ditta subentrante debba produrre la documentazione inerente il progetto di riassorbimento del personale operante nell'appalto. 

Mentre in Parlamento si vorrebbe rendere facoltativa e non obbligatoria la clausola sociale, la salvaguardia dei posti di lavoro diventa una sorta di componente della proposta tecnica
Per l'Anac la mancata presentazione del progetto di riassorbimento determina la mancata accettazione della clausola sociale. Se non prevedere la clausola sociale equivarrà alla esclusione dalla gara il risultato ottenuto puo' dirsi importante ma non tale da rassicurarci del tutto perchè sappiamo bene come la riduzione delle ore contrattuali sia sempre in agguato.
Non basta prevedere la clausola sociale se questa poi viene aggirata o interpretata con parzialità, la sentenza del Tar è importante ma non sufficiente a dissipare i dubbi all'orizzonte.

A  nostro avviso l'assorbimento del personale dovrebbe essere una condizione imprescindibile e non parte del capitolato tecnico e l'assorbimento  del personale alle stesse condizioni  contrattuali in automatico, anzi come conditio sine qua non per partecipare alla gara.

La salvaguardia dei posti di lavoro  resta imprescindibile , del resto non basta assumere il personale «avente diritto»  se pensiamo ai tanti precari a tempo determinato senza i quali l'appalto non sarebbe stato possibile 

Il  piano di riassorbimento è quindi insufficiente perchè è proprio il riassobimento che dovrebbe essere la conditio sine qua non per partecipare alla gara stessa  ben sapendo che alcune modalità di applicazione della clausola sociale potrebbero determinare perdita di ore e di salario, inquadramenti peggiorativi e applicazione di un contratto con paghe orarie inferiori 

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