No CAMP DARBY COMUNICATO. Coltano: facili profeti di sventura

 No CAMP DARBY COMUNICATO. 

        Coltano: facili profeti di sventura

 Cosa è emerso dall'incontro fiorentino, dentro una caserma, tra il presidente della Regione Giani , il presidente della Provincia, il sindaco di Pisa, il presidente del Parco San Rossore e una delegazione del comando generale?

Quanto avevamo già detto e ridetto, ossia che il Governo non avrebbe fatto ulteriori forzature su Coltano spezzettando la base comunque sul territorio pisano e presentando la ennesima militarizzazione  come un vantaggio per la comunità locale, una sorta di privilegio con contropartite economiche.

Le soluzioni all'orizzonte, dopo la prima ipotesi di Ospedaletto, potrebbero essere suddividere la base tra Coltano, l'ex Cresam a San Piero e l'area della Bigattiera perchè la militarizzazione è un fatto imprescindibile per il Governo e le istituzioni locali.

Il problema non è rappresentato solo dalla macchia mediterranea, ben altri sono gli interessi in gioco, la sede del Tuscania dovrà essere in prossimità dell'aeroporto militare di Pisa, della base Usa e Nato di Camp Darby e del porto di Livorno, centri nevralgici dai quali partono armi , logistica e militari verso le zone di guerra.

Per mitigare questo fatto le istituzioni locali si adopereranno per una scelta indolore al fine di non scontentare i partiti locali (gli stessi che a livello nazionale sostengono la necessità della base), gli imprenditori del settore agro alimentare, gli allevatori e alla fine anche gli stessi ambientalisti.

Si parla di militarizzazione con basso impatto ambientale, di rigenerazione urbana, la questione se collocare la base dentro il Parco diventa a questo punto secondaria perchè istituzioni locali e nazionali stanno già operando per trovare altre soluzioni che salvaguardino il potenziamento delle strutture militari direttamente impegnate negli scenari di guerra.

Diventa a questo punto dirimente spostare la contestazione alla militarizzazione imperante sui territori pisano e livornese e alle ragioni che la sostengono, prime tra tutte il ruolo della Nato, gli interessi economici (in nome della Bussola europea) che spingono ad accrescere gli investimenti nel settore militare.

Come accaduto in Sicilia la militarizzazione dei territori risponde a ragioni militari, politiche ed economiche e al riposizionamento della Ue e dell'Italia nello scacchiere mondiale.

Non saranno allora accettabili merci di scambio come fantomatici piani di rigenerazione urbana e di salvaguardia dell'ambiente quando è in atto una devastazione dei territori piegati alle esigenze economiche e politiche della guerra come dimostra anche la presenza di industrie di armi, di basi militari e le continue partenze di carichi di armi dall'aeroporto militare di Pisa e dal porto di Livorno all'Ucraina

No Camp Darby Pisa

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