Logistica....

Cresce in termini esponenziali la logistica europea, per questo si continua a chiedere ai Governi di favorire opere infrastrutturali e corridoi per il trasporto merci. Alcune delle grandi opere ferme sono funzionali a collegare l'Italia ad alcune arterie importanti, sarà per questo motivo che da mesi persiste una campagna stampa mirante a convincere i cittadini dell'indispensabilità di queste infrastrutture, giusto per attrarre frandi operatori internazionali. Gli investimenti nel settore della logistica sono determinanti per la sorte di interi settori del capitale italiano, in pochi anni sono praticamente triplicati gli affari, gli investimenti e la forza lavoro impiegata in un intricato sistema di appalti e subappalti. La filiera dello sfruttamento contro cui da tempo si sono organizzati combattivi sindacati di base strappando conquiste importanti che vanno ben oltre l'applicazione del contratto nazionale di riferimento.

Sarebbe utile capire dove si concentrano gli investimenti e attorno a quali poli e gruppi industriali, la logistica avrà bisogno di investire maggiori risorse nell'e-commerce, di avere capannoni di media e piccola dimensione (se i parametri di confronto restano quelli industriali) , ossia tra 5mila e 10mila metri quadrati, un volume di affari grande che supera 1,080 miliardi di euro, la crescita annuale del resto si aggira attorno al 40%. Logistica coinvolge cooperative, vere o presunte tali che siano, innumerevoli subappalti, padroncini e aziende capitalistiche vere e proprie che affidano magari a terzi la gestione delle risorse umane per non ricevere da eventuali scioperi e mobilitazioni un ritorno pubblicitario negativo.

Logistica attira gli appetiti sindacali e padronali,logistica è sinonimo di sfruttamento ma anche di lotte vincenti condotte da una nuova classe operaia combattiva e radicale.

Non è casuale che proprio contro gli scioperi in logistica la mano della Magistratura sia producendo condanne pesanti ad attivisti e operai, giusto per ricordare che la macchina repressiva non si muove mai a caso ma risponde anche ai dettami padronali e alla necessità (per lor padroni) di imporre una pace sociale che poi si traduce in salari da fame, subappalti, contratti sfavorevoli e libertà di licenziamento



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