Brasile il giorno dopo il tentato golpe: prime riflessioni

 Brasile il giorno dopo il tentato golpe: prime riflessioni


di Rodrigo Rivas

a cura
del Gruppo Insegnanti di Geografia Autorganizzati  (Giga)


1.- dopo il tentativo di golpe di ieri, 8 gennaio 2023, insisto su quanto segnalo da mesi: Lula ed il suo governo saranno permanentemente sottoposti a tutti i rischi, dal golpe strisciante all'assassinio dei dirigenti, ivi compreso quello di Lula stesso.
In questo senso, oltre alla urgenza di adoperarsi per diminuire questi rischi, constato che il Bolso ha effettivamente cambiato il paese e, insieme a molti militari e chiese suoi alleati e mentori, ha creato lo spazio per una cultura fascista che nulla condivide con i processi e le logiche democratiche.
2.- gli invasati che hanno assalito le sedi delle istituzioni democratiche hanno avuto via libera per ore.
Erano migliaia ma, pare, nessuno se n'era accorto prima, per cui si deve concludere che in Brasile non esiste la cosiddetta "intelligence" oppure che pezzi importanti dello Stato fossero (siano) golpisti.
Se i fascistoni per strada non hanno concretizzato il loro disegno è solo perché:
A) non avevano un capo in loco. Da Miami si possono tirare pietre, ma non dare indicazioni specifiche
B) gli alti mandi militari non hanno colto l'opportunità loro offerta. Probabilmente perché erano divise.
Ma avranno altre possibilità e non è detto che continueranno a stare a guardare.
È, quindi, imperativo, intervenire velocemente sulla loro organizzazione, in particolare su quella della polizia federale è dei servizi segreti, entrambi obiettivamente conniventi con i golpisti
C) i banditi non hanno suscitato l'appoggio della popolazione e, quindi, dei politicanti.
Ma, attenzione, finora non si sono viste nemmeno grandi manifestazioni in appoggio al governo, probabilmente per paura.
Risvegliare e mobilitare la popolazione è il maggiore e più urgente compito del governo.
Ciò implica approfondire la volontà riformista e le misure di politica sociale. La contropartita è che ciò aumenterà anche le spinte golpiste immediate.
Ma non esiste un'alternativa accettabile a questo rischio.
3.- gli invasati ricevono significative "sovvenzioni". In caso contrario, non potrebbero mantenersi in "accampamenti" da mesi. Miracoli esclusi.
Da dove possono provenire queste "sovvenzioni"?
A) da soldi pubblici destinati a questo scopo dal precedente governo. Bisogna snidarli
B) dalle chiese fondamentaliste. En passant, si deve osservare che la loro crescita è stata il frutto dei soldi statunitensi ma, prima ancora, del lavoro svolto da San Giovanni Paolo II e del suo prefetto della fede e successore, Joseph Ratzinger.
C) dall'internazionale fascista, che è soprattutto statunitense-europea (il che non esclude, purtroppo, che ci siano molti altri fascisti in giro)
D) dal capitale finanziario, brasiliano e internazionale, interessato alla privatizzazione definitiva delle grandi aziende statali, da Petrobras alle Poste
E) dagli agrari e dal grande capitale industriale brasiliani.
4.- la fortuna di Lula è stata che, per ora, il governo statunitense non è interessato al golpe perché condivide con Brasilia sia il nemico principale, Trumpo, che il villano minore, Bolso.
Ma quest'alleanza, molto flebile dipenderà di quale sarà il livello di autonomia effettivo di Lula.
In quest'affermazione non c'è nulla di astruso. Va rapportata, ad esempio, a quale sarà la politica di Lula sui BRICS e in particolare sulla Cina. A cosa succederà con la richiesta di adesione dei criminali ayatollah ai BRICS stessi. A quale sarà la politica di Lula verso i paesi vicini e verso l'Africa. Ecc.
5.- l'assordante silenzio della RAI ed il lungo tempo che si è presso il governo italiano per manifestare la sua contrarietà al colpo di Stato, è molto indicativo, oltretutto considerando che quella brasiliana è la più numerosa comunità di discendenti di emigrati italiani al mondo.
Più in generale, la UE - alla fine dei conti un giocatore maggiore dell'economia internazionale - conferma la sua irrilevanza politica: alle 23,00, dopo ore di mesa in atto del tentativo golpista, il solo governo europeo importante ad avere manifestato il proprio appoggio al governo legittimo del Brasile, era quello francese. Tutti gli altri hanno dovuto attendere la dichiarazione di Biden. Che tristezza!
Conclusioni:
- il Che diceva che chi lotta può perdere ma chi non lotta ha già perso. La reputo una tra le sue affermazioni maggiormente condivisibili.
- Nel caos generale derivato dalla fine del sistema storico che chiamiamo capitalismo, la sola cosa che non può essere evitata è il caos stesso.
- Il nostro guaio principale è che arriviamo a questi appuntamenti senza avere costruito un'alternativa, rifugiati in parole d'ordine ambigue e comunque interpretabili e adoperabili per l'ordito e per il rovescio.
Tuttavia, la serenità di Lula, rinchiuso nella piccola sede di un piccolo comune alluvionato nelle ore della sua prima prova generale, mi conforta assai.
M dice che, malgrado tutto, si può vincere, che i dadi sono stati si lanciati ma non ci sono ancora risultati definitivi e, quindi, che tutto è possibile e nessun sogno ci è vietato.
Mi basta e avanza per ribadire, più convinto che mai
VIVA LULA

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