Dall'assemblea dei servizi educativi comunali:basta riduzione di organici e posti nei nidi

Si è tenuta il 2 Maggio l’assemblea del personale educativo, ausiliario e di cucina dei servizi educativi comunali
L’assemblea si è espressa contro la riduzione degli organici nei servizi comunali che in meno di 10 anni hanno subito la perdita di oltre 30 educatrici di ruolo per non parlare poi delle altre figure (cuoche e ausiliarie) sostituite con le lavoratrici delle cooperative.
Mentre viene ripristinato il turn over nella scuola comunale al 100%, ci sembrerebbe illogico accettare riduzioni di organico
L’assemblea ha denunciato l’assenza di materiale scolastico il cui acquisto deve seguire un lungo iter burocratico che tuttavia non puo’ essere di impedimento per dotare le strutture di quanto serve per le attività didattiche, la mancanza di risposte alle richieste inerenti i potenziamenti degli organici, le ferie.
Latitano anche gli investimenti in materia di formazione (perché tutte le educatrici siano coinvolte) e soprattutto non esiste alcuna innovazione nei percorsi di aggiornamento. Reiteriamo infine la richiesta che i corsi di formazione al sabato mattina non siano a recupero ma vengano considerati come lavoro straordinario. Non c’è infine chiarezza sulle modalità di stabilizzazione dei precari , in servizio e non, su questo punto da settimane la amministrazione evita un incontro che dia risposte concrete , del resto con l’aumento delle facoltà assunzionali stabilite dal Governo urge rivedere il piano occupazionale per il prossimo triennio attualmente fermo al collegio dei revisori.
Preoccupante e inaccettabile è il mancato rispetto del rapporto educatrici- bambini\e, la Rsu da oggi si farà carico di denunciare ogni violazione della legge regionale per scritto
La Rsu proclamerà nei prossimi giorni lo stato di agitazione del personale dei servizi educativi per rivendicare la revisione del piano occupazionale, risposte concrete ai problemi piu’ volti esposti (sostituzioni, organici, ferie, rispetto del rapporto)
Nello specifico
Per gli asili nido:
È sbagliato tagliare 13 unità riducendo così la dotazione educativa da 63 a 50 perché si taglia occupazione e si depotenzia la funzione educativa del Comune che avviene in primo luogo con i servizi a gestione diretta
È sbagliato ridurre il numero di posti nido comunali per incrementare ancora gli asili privati, convenzionati.....che a parità di costo per le famiglie tolgono educatori, ausiliari, formazione, tutele, stabilità,sicurezza per lavoratori e bambini. Negli asili nidi in convenzione opera una forza lavoro con contratti da fame e poche tutele e la responsabilità è anche del Comune
È sbagliato incrementare ancora il carico di lavoro ad un personale sempre più anziano, per anni abbandonato e sovraccaricato di impegni e di responsabilità
È sbagliato perseverare nella politica della contrazione del personale ausiliario e di cucina che nel passaggio dal comune al privato ha perso occupazione, tutele, formazione, sicurezza....salario caricando ancora di più il lavoro sul versante educativo e insegnante
È sbagliato non sostituire ogni tipo di assenza, comprese le ferie, soprattutto quando i numeri non tornano più e non è più sostenibile un aumento del carico di lavoro senza incidere sulla sicurezza dei bambini e la salute pscico fisica degli educatori è degli insegnanti
Era sbagliato e lo abbiamo detto quando la riorganizzazione era sulla carta ed è sbagliato ancora di più ora che lo abbiamo sperimentato
Per questo abbiamo chiesto con insistenza un tavolo di confronto con la parte pubblica perché capisse beni i problemi e trovasse con noi una soluzione
L'incontro è avvenuto solo a Dicembre 4 mesi dopo l'inizio della scuola e riconvocato per Gennaio con l'impegno di parte pubblica di calcolare le disponibilità economiche per assumere gli educatori necessari
Ma a gennaio non erano pronti, a febbraio nemmeno, a marzo neppure, quindi dopo la nostra insistenza ci siamo incontrati ad Aprile, 8 mesi dopo l'inizio dell'a.s. ........ Già questa una vergogna!
E come se questo non bastasse si sono presentati impreparati, eludendo i problemi, fingendo di non conoscerli, tutto con l'obiettivo di perdere ancora tempo e risparmiare ancora soldi: avevamo chiesto un potenziamento di una unità PART time per ogni struttura con un costo previsto di circa 120 mila euro, risparmiati sulla pelle dei bambini e nostra!!!
A questo punto dell' anno la richiesta minima è quella di sostituire le assenze per ferie e affrontare e risolvere i problemi, tanti e gravosi, che vengono rimandati da troppo tempo, in modo da iniziare bene il nuovo anno scolastico.
Ma la risposta è nel vento, la dirigente ha fatto i conti, i soldi ci sono, la segretaria generale non adotta il provvedimento.
Tuttavia se gli asili nido sonno in sofferenza ,le scuole dell'infanzia non stanno certo meglio.
Le insegnanti, ridotte ai minimi storici per pensionamenti e inabilità, costrette alla mobilità per garantire a tutte le strutture almeno una insegnante esperta e di ruolo, hanno affrontato l'a.s.
con un notevole carico di lavoro compreso quello di accogliere e formare sul campo le colleghe passate dal nido alla materna
Le mancate assunzioni negli anni in cui vi erano meno vincoli di spesa, e le riforme nefande sulle pensioni, hanno impedito alle s. Infanzia come ai nidi, il ricambio generazionale necessario per garantire solidità alla qualità di servizi così delicati e gravosi
Questo il prezzo della scellerata linea dei tagli alla Istruzione che a Pisa è stata abbracciata già all'epoca Fontanelli e proseguita da quella Filippeschi
Nella scuola dell'infanzia le mancate assunzioni e la scarsa capienza della graduatoria per le sostituzioni hanno ulteriormente aggravato il carico di lavoro: molte, troppe le volte nelle quali le insegnanti assenti non sono state sostituite obbligando le presenti al prolungamento del l'orario di lavoro.
Le assunzioni programmate forse entreranno in servizio nel 2018 per cui a settembre ci troveremo nella stessa identica situazione di sofferenza
Questo continuo logoramento di un lavoro gravoso in condizioni precarie porta ogni anno alla uscita dai servizi di molte educatrici e insegnanti per patologie gravi e per stress psico fisico perdendo professioniste esperte e valide che potrebbero contribuire al miglioramento dei servizi se potessero operare in condizioni migliori
Il documento di valutazione del rischio si è concluso con l’attestazione del rischio medio a conferma dei problemi piu’ volti segnalati, anche in materia di salute e sicurezza molto deve essere fatto al fine di prevenire il sorgere di patologie e malattie connesse al lavoro, perché tutto il personale, incluso quello a tempo determinato, riceva l’attestato, previa frequentazione del corso, di pronto soccorso e primo intervento che si è dimostrato essenziale per chi opera a contatto con anziani e bambini
Non affrontare i problemi, anzi rinviarne per mesi\anni la soluzione, non conoscerli , non affrotarli tenendo conto del contributo delle lavoratrici e dei delegati ci sembra l’ennesimo, gravo errore
Se continuiamo così i nostri servizi non saranno più sicuri ne per i lavoratori ne per i bambini. E il sindacato non starà in silenzio e per non subire il tutto proclamerà lo stato di agitazione.

Pisa 2 Maggio 2017 rsu del Comune di PIsa

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