No alla sgombero della casa della donna occupata a Pisa: la repressione non cancella le istanze sociali


Comunicato stampa Sindacato generale di base e delegati e lavoratori
indipendenti

Mala servanen Jin sgomberata e militarizzata: Non allo sgombero.

Questa mattina un inaudito schieramento di CC e Ps ha sgomberato la
casa della donna occupata in via Garibaldi dallo scorso 8 Marzo.

L'immobile, di proprietà comunale, da anni non veniva utilizzato,
l'Amministrazione Filippeschi non è mai stata disponibile a
confrontarsi sull'utilizzo a fini sociali della struttura che un tempo
occupava il centro di accoglienza migranti.

Due sgomberi in poche settimane, entrambi palazzi di proprietà
pubblica (Provincia per la Limonaia e Comune per via Garibaldi), si
adducono motivazioni di pericolosità delle strutture quando per anni
si sono lasciate nel degrado e nell'abbandono.

Il Sindaco Filippeschi è il perfetto attuatore della Legge Minniti,
assenza di dialogo con le realtà sociali, palazzo del Comune
perennemente blindato, una idea della città dove hanno diritto di
cittadinanza solo le manifestazioni a uso e consumo dei commercianti o
della immagine dell'amministrazione, totale incapacità di confronto
con chi ha idee e pratiche diverse, con quanti rivendicano spazi e
diritti sociali.

Un deciso salto di qualità in ambito repressivo, si lascia che grandi
imprenditori non paghino le tasse comunali o delocalizzino mandando
a casa decine di lavoratori(come si legge sulla stampa locale) ma si è
decisamente intolleranti con quanti rivendicano una diversa idea della
città e della cittadinanza dove gli ultimi abbiano gli stessi diritti
dei primi.

Una scelta in linea, quella dell'amministrazione,. non solo con il
decreto Minniti ma con la idea della città vetrina che ha condannato
studenti ad affitti esorbitanti abbandonando interi quartieri al
degrado e alla assenza dei servizi

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