Turn Over negli Enti Locali – Realtà o illusione?


E' solo storia di qualche mese fa, con il solito  impatto mediatico conseguente a disposizioni e iniziative “a favore degli enti territoriali ”, l' annuncio di sblocco del turn-over e di ampliamento delle possibilità di assunzione nelle autonomie locali.
Ma fra “il dire e il fare” anche su questi temi ci sono molte differenze. Le novità normative annunciate rischiano di produrre una sorta di corto circuito per sovrapposizioni di disposizioni che prevedono  troppi adempimenti o introducono condizioni tali da rendere ardua la copertura dei vuoti d' organico imposti agli Enti Locali negli ultimi anni. Proviamo, per non illudere rispetto alle reali possibilità, ad analizzare alcuni  degli aspetti e delle tematiche che comportano controlli e verifiche preventive all' attivazione dei processi di copertura dei posti vacanti in organico.
 
Limiti finanziari alle possibilità assunzionali
L' innalzamento della percentuale di assunzione a tempo indeterminato per personale non dirigente continua  a non essere riferita ai posti scoperti dei cessati nell' anno precedente, bensì alla spesa corrispondente alle cessazioni dell’esercizio precedente, quindi viene esclusa di fatto caso  la copertura del turn over al 100% .
Alla limitata facoltà di assunzione per una parte dell' anno, si aggiungono obblighi da rispettare e altre limitazioni e precisamente:
-il rapporto tra dipendenti e popolazione residente nell' anno precedente, che deve rispettare i limiti degli enti locali in dissesto. In pratica, per poter assumere, soprattutto nei comuni piccoli,  spesso considerati finanziariamente dissestati anche se non lo sono, permangono criteri restrittivi che nella stragrande maggioranza dei casi precluderanno le assunzioni.
- anche nel caso in cui gli enti rispettino il pareggio di bilancio nell'anno 2018, le possibilità di assunzione connesse con le procedure da attivare finiscono per essere legate alla sussistenza di condizioni finanziarie ovvero alla “non utilizzazione”, una specie di accantonamento, di una parte delle entrate del comune.
L' unica opzione  realmente praticabile pare essere quella riguardante la polizia locale, poiché in certi casi è prevista la possibilità della copertura integrale della spesa del turn over relativa al personale  della Pm cessato nell’anno precedente.
 
Condizioni delle procedure di reclutamento
Il quadro originario è sostanzialmente mutato. Non è infatti più sufficiente l' elaborazione del programma triennale dei fabbisogni del personale e del programma annuale delle assunzioni per procedere alla copertura dei posti vacanti. Infatti nella consueta programmazione:
- deve essere compreso il piano triennale delle azioni positive e delle pari opportunità nonché la verifica dell’assenza di posizioni professionali in sovrannumero.
-le assunzioni sono subordinate all' adozione del Piano della performance una volta rideterminata la dotazione organica.
 
Obblighi, controlli e obiettivi di finanza pubblica
L' organo di revisione dei conti degli Enti ha da tempo competenza a relazionare in sede di approvazione del bilancio di previsione in merito al rispetto dell’obbligo di riduzione della spesa di personale, il cui importo deve essere mantenuto annualmente entro la spesa media sostenuta del triennio 2011/2013 e, negli enti che erano esclusi dal rispetto del patto di stabilità, nei limiti dell’importo impegnato nel 2008.
Inoltre il ricorso ad assunzione risulta subordinato:
-al rispetto degli obiettivi di finanza pubblica;
-ad aver effettuato e attuato la piattaforma informatica per quanto concerne gli obblighi di gestione e certificazione dei crediti;
-all' approvazione nei termini del bilancio di previsione, del rendiconto e del bilancio consolidato.

In sintesi le limitazioni finanziarie, normative e di controlli, sono:
-strumentali e finalizzate alla costante riduzione del personale a tempo indeterminato anno dopo anno, a prescindere dall' organizzazione e tipologia dei servizi da erogare, rendendo complicate o addirittura impraticabili le condizioni di assunzione;
-espressione di una mercificazione finanziaria del lavoro e dell' occupazione in termini di diritti. Ne è esempio emblematico l' utilizzo del part time, che finisce per svilire spesso un istituto nato per conciliare le esigenze di vita con quelle del lavoro, alla stregua di  uno strumento funzionale per lo piu' alla riduzione della spesa di personale;
-espressione ancora più cogente delle modifiche apportate alla Costituzione con l' inserimento del pareggio di bilancio e con la privazione degli enti locali di una reale ed effettiva autonomia finanziaria.

Alla luce di queste considerazione possiamo asserire che  non siamo in presenza di un reale ampliamento della facoltà assunzionale ma  ad un insieme di regole che mentre aprono alcuni spiragli per nuova occupazione vanno a rafforzare i meccanismi di controllo della spesa e fanno presagire che anche nel pubblico impiego si farà sempre piu' ricorso al part time a discapito del tempo pieno legando le politiche del personale al rispetto di vincoli di bilancio sempre piu' stringenti. Prosegue, rinnovandosi, la contrazione dei servizi pubblici e le assunzioni diventano sempre piu' una variabile dipendente dai vincoli di bilancio imposti dall'Unione Europea il cui scopo era e resta quello di ridurre la pubblica amministrazione

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