Venezuela tra Nuova democrazia e Democrazia popolare



1 - La manifestazione guidata dalle “donne in bianco”.

Dalle immagini satellitari - tutte uguali – con le quali ieri le televisioni hanno invaso le case di tutto il mondo non si è vista una mobilitazione guidata dalle donne, erano soltanto svariate decine! Ed è apparso a tutte e a tutti che il tentativo, tutto propagandistico, dei circoli reazionari, è miseramente fallito. La maggioranza delle donne non si è mobilitata contro il Presidente Maduro che è in continuità con una delle prime realtà del Socialismo del XXI secolo che ha interessato l’America Latina. Tentativo che sta combinando una linea di Nuova democrazia, nell’ambito di una politica di indipendenza nazionale, libera da ingerenze straniere. Le donne venezuelane, nel passato, hanno avuto modo di sperimentare sulla propria pelle e quella dei loro figli, lungamente e ripetutamente, che il capitalismo burocratico e parassitario e la grande proprietà terriera venezuelani, erano i responsabili diretti delle loro miserrime condizioni di vita e dell’intero Popolo, prima dell’irruzione rivoluzionaria progressiva di Chavez. Il successo politico del chavismo è dovuto alle misure di sostegno alle donne e alle famiglie povere o poverissime del Venezuela. Lo Stato di quel Paese non è più strumento esclusivo di una minoranza. Sta assumendo la fisionomia: di un originale dualismo di potere. La svolta principale del nuovo corso incarnato da Chavez è stata impressa con la Nazionalizzazione del petrolio, sottratta alla gestione privatistica interna ed ai circoli imperialisti mondiali, in particolare alla superpotenza unica, a stelle e strisce. Come per le “primavere arabe”, tra non molto, si verrà a sapere che i servizi segreti degli Stati imperialisti sono già presenti in Venezuela!

2 - Tra Nuova democrazia e Democrazia popolare.

La piccola cricca reazionaria venezuelana, con il sostegno di circoli esteri, sta tentando di fare apparire il gruppo ristretto di donne borghesi in continuità con le grandi mobilitazioni delle madri dei militanti democratici e di sinistra, scomparsi prima e dopo i colpi di Stato reazionari che, per lunghissimi anni, hanno martoriato i Popoli dell’America Latina. Ed è proprio contro quella criminosa tendenza antinazionale e antipopolare che Che Guevara, esattamente cinquanta anni fa, andò in Bolivia per un tentativo rivoluzionario che non ebbe il giusto sostegno mondiale. Di quella esperienza drammatica, però, è rimasto il mito, sempre rinascente nelle nuove generazioni di tutto il mondo.

Sugli avvenimenti venezuelani dell’oggi, una parte della Stampa e dei mezzi di comunicazione, invece di approfondire il corso reale delle cose, si è resa complice del tentativo di restaurazione del dominio di vecchi e nuovi avventurieri parassitari, carnefici delle classi sfruttate o oppresse. Non si vuole capire che l’attuale tentativo di normalizzazione tende a far ripiombare nella miseria più nera le venezuelane e i venezuelani e che vorrebbe far concludere con una decimazione più grande di quella della Comune di Parigi, che costò la vita ad oltre 25mila comunardi operai, artigiani e intellettuali e giovani. Gli eredi di Chavez, messi alle strette dall’interno e dall’esterno, hanno deciso di passare ad un’altra fase della Nuova democrazia venezuelana. Una nuova forma di Stato di transizione, che si dovrebbe basare su un processo progressivo di Democrazia Popolare. Ora, il Popolo lavoratore dovrebbe essere il protagonista politico principale del Nuovo Venezuela. Le forme e i contenuti sono già in atto da oltre un anno. Questi sono i temi prioritari che i mezzi di comunicazione dovrebbero approfondire! L’”Assemblea nazionale” di Maduro è simile a quella ipotizzata da Carlo Pisacane per governare l’Italia unita ed è simile anche a quella praticata dalla Comune Francese. La resistenza dei reazionari sarà ancora più accanita. Diversi Stati dell’America Latina stanno già costituendo un “cordone sanitario” intorno a un Venezuela rivoluzionario, che si baserà su un’Assemblea Nazionale del Popolo. Hanno paura di un contagio continentale.

Il Socialismo del XXI secolo sta già provando a partorire una società nuova!

Salerno, lì 7 maggio 2017
Nicola Paolino https://nicolapaolino.wordpress.com 

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