Droghe o riforme strutturali per il lavoro? In qualunque modo la si metta vogliono provare a fotterci

Se lo sta domandando da giorni anche Il Sole 24 ore , preoccupato dei dati in materia di lavoro provenienti dall'Istat e dall'Inps, preoccupazione che scaturisce dalla fotografia impietosa di un paese con economia stagnante e pochissimi posti di lavoro creati, dipendenti dai regali accordati dal Governo alle imprese sotto forma di sgravi fiscali e contributi.

In Italia nel mese di marzo la disoccupazione è passata all’11,7%, da sei mesi i posti di lavoro nuovi non arrivano, guarda caso da quando sono terminati gli sgravi e i contributi statali per i neo assunti.

Senza sgravi le imprese non assumono, i contratti a termine sono tornati ad essere piu' numerosi di quelli a tempo indeterminato, il lavoro indipendente, anche con il nuovo statuto, non sembra godere di buona salute.

Quanto ha speso il Governo per aiutare le imprese? Quasi 20 miliardi e ha regalato ai padroni uno strumento formidabile contro i padroni:il Jobs Act.

Quali sono gli effetti benefici? Pochi, nessuno racconta di quanti posti di lavoro con il jobs act sono rimasti tali alla scadenza dei 3 anni, analogo discorso potremmo fare per i fatidici 80 euro del bonus Renzi.

Il bonus annuale di 640 euro, ovvero 80 euro mensili, vale per i redditi che vanno da 8 mila a 24mila euro. Se il reddito oltrepassa i 24mila il bonus diminuisce gradualmente fino a 26 mila. Da questo bonus sono esclusi autonomi, pensionati e redditi inferiori agli 8 mila euro annui. Esisteva una alternativa al bonus? Pensiamo di si', per esempio creare lavori socialmente utili destinati alla manutenzione del territorio e delle scuole, alla pulizia di strade, fiumi, boschi, al recupero dei beni culturali. Non è una ricetta rivoluzionaria, il capitalismo tedesco l'ha applicata.

In questi anni, mentre in Italia aumentavano i disoccupati, nel resto della UE scendevano all'8%,l'economia sembra essere tornata ai livelli precedenti alla crisi del 2008 , quella crisi da cui il nostro paese non è ancora uscito.

Se guardiamo ai dati, ossia alla differenza tra assunzioni e cessazioni, da un anno a questa parte le nuove occupazioni sono maggiori ma questo dato dipende dai 315mila contratti a tempo determinato rispetto ai soli 22mila contratti a tempo indeterminato.

Il trend occupazionale dell'anno in corso è solo negativo per i tempi indeterminati

Allora, alla luce di questi dati, sarebbe urgente avviare una riflessione

I soldi regalati alle imprese hanno drogato il mercato del lavoro, conveniva assumere a tempo indeterminato tanto la licenziabilità nei primi 3 anni , grazie al jobs act, avrebbe permesso alle imprese di liberarsi del lavoratore con pochi onere, giusta qualche mensilità e senza causa al Tribunale del lavoro.

L'obiettivo dei padroni , dopo avere avuto gli sgravi, è ancora piu' ambizioso ossia abbattere il costo del lavoro, prevedere strumenti ancora piu' flessibili, ridurre al minimo i contratti nazionali a vantaggio del secondo livello di contrattazione dove tra deroghe, ricatti e imposizioni sarà possibile aggirare gli orari settimanali e tante altre "rigidità"

Contratti sfavorevoli per i lavoratori, ridotte tassazioni a carico delle imprese, deroghe continue ai contratti, minori oneri amministrativi e fiscali, lavoro gratuito, contratti di inserimento "leggeri" per i giovani, meno salario in cambio di bonus, le ricette dei padroni sono ben note, ora spetta al Governo piegare la legislazione del lavoro a questi interessi. E' bene fare chiarezza da subito, sono anni che i padroni ottengono dai governanti di turno quello che vogliono con i sindacati a limitarsi alla riduzione del danno.

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