Dopo l'assemblea cittadina del 17:ripartiamo dai posti di lavoro



L'assemblea cittadina di solidarietà ai lavoratori Alitalia è stato un altro passo avanti verso la costruzione di un nuovo modo di intendere e praticare sindacato. Stiamo pensando alle lotte che nei posti di lavoro ricevono consensi reali perché in molte situazione i sindacati concertativi  non sono più' presentabili per le loro scelte subalterne ai datori di lavoro, capaci solo di arrivare alla "riduzione del danno" ma non di fermare i licenziamenti, i tagli salariali, perfino incapaci di presentare idee alternative a quelle della privatizzazione che nel nostro paese ha distrutto l'economia tra delocalizzazioni e scellerati piani industriali destinati solo a incrementare le speculazioni finanziarie.

Quanto accade in Alitalia ci ricorda che nella nostra città gli appalti all'ombra dell'areoporto sono tutti costruiti sulla contrazione dei posti di lavoro e del salario con il dominio del part time e del contratto stagionale, con il ricorso massiccio all'interinale senza che molti sindacati presenti abbiano organizzato  scioperi, mobilitazioni , iniziative di contrasto di questa condizione precaria insopportabile

Attorno agli scali esiste un ampio business tra grandi opere come dimostra la costruzione del people mover (che nascerà anche a Bologna) verso cui dirottano i finanziamenti un tempo destinati al trasporto su gomma e così colpiscono un settore già in crisi.

La lotta intrapresa dai lavoratori di Alitalia ha al suo interno anche forti rivendicazioni a sostegno del personale degli appalti, l'esatto contrario di cio' che accade nella nostra città dove vige la frammentazione e la divisione dei lavoratori a seconda del datore di lavoro e del contratto applicato con il risultato di indebolire tutti\e, lavoratori pubblici e privati .

Ad uguale lavoro, uguale salario, una parola d'ordine da riprendere e concretizzare anche sotto la torre pendente.

Ma la vertenza Alitalia dimostra che le privatizzazioni non sono la panacea di tutti i mali, anzi la causa di tagli occupazionali e dei disinvestimenti. Non è una questione di poco conto, negli ultimi 20 anni , a scuola come nei posti di lavoro, le privatizzazioni sono sinonimo di efficienza e un approdo ineluttabile per far funzionare meglio le aziende. Nel linguaggio comune la privatizzazione è sinonimo di efficienza e anche di lavoro quando ogni giorno la realtà ci dimostra l'esatto contrario.

Nel corso del tempo si è creata una sudditanza culturale, sindacale e politica che ha finito con l'accettare licenziamenti, precarietà e smantellamento dei servizi pubblici come eventi ineluttabili. Sta qui il cuore del problema, in Alitalia hanno fallito le privatizzazioni e i Governi che le hanno favorite. E' bene ricordarlo per abbattere dei luoghi comuni e contrastare quella ideologia dominante che ha portato il sindacato ad arretrare, a perdere di vista gli interessi reali dei lavoratori per compiacere governi nazionali e locali, ad assumere come proprio il punto di vista dei padroni.

Con altre realtà sociali e politiche è nostra intenzione  sostenere anche a Pisa lo sciopero nazionale del trasporto (e non solo) previsto per il 16 Giugno e organizzare nello stesso mese una iniziativa dedicata ai lavoratori che resistono.

Con l'assemblea cittadina di Pisa del 17 Maggio 2017 parte un percorso aperto e destinato a mettere insieme realtà diverse per costruire percorsi di informazione (i lavoratori di Alitalia sono stati dipinti dai media come dei privilegiati omettendo di dire che migliaia di loro erano stati licenziati da tempo tra i quali decine di lavoratori e lavoratrici appartenenti alle categorie protette) e di conflitto, quei percorsi senza i quali i lavoratori non avranno voce in capitolo destinati invece ad essere sempre piu' deboli e divisi

Delegati e Lavoratori Indipendenti Pisa, Sgb, Cub Trasporti

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