Sempre meno i diplomati iscritti all'università

L’università italiana ha sempre meno iscritti e ancor meno frequentanti, in pochi anni registriamo un calo di laureati sempre piu' preoccupante destinato per altro ad aumentare nei prossimi anni.

Basta vedere alcuni dati: il rapporto fra diplomati e immatricolati si ferma al 61%, tre punti meno rispetto al 2010, in 25 anni abbiamo perso oltre il 17% e allo stesso tempo anche i giovani diplomati calano di numero fotografando un paese sempre piu' ignorante, con pochi titoli di studio e finanziamenti in diminuzione alla cultura.

Le famiglie italiane sono impoverite, tagli continui al budget familiare ha resso il diritto alla istruzione un lusso per molti inaccessibile..

Se guardiamo alla spesa media per gli studi universitari si capisce che il numero degli iscritti è in caduta cosi' come la spesa complessiva e la composizione di classe degli universitari esclude ormai gran parte dei figli di operai\e.

Questi e altri dati si evincono dallo studio pubblicato nel Quaderno dell’associazione TreeLLLe.

La spesa pubblica e privata per la istruzione in Italia è di gran lunga al di sotto della media europea, meno dell’1% del Pil, nei paesi Ocse tra i 25 e i 34 anni di età i laureati sono qil 36% del totale quando in Italia sono meno del 25%

Se poi guardiamo al numero complessivo di diplomati e laureati, in Italia siamo molto indietro, complessivamente quasi il 20% in meno di tanti altri paesi e il crollo delle iscrizioni universitarie ha colpito sopprattutto il Meridione

Se poi guardiamo ai laureati, solo in minima parte trovano un lavoro legato al titolo di studio, i neo laureati sono soggetti a lunghi periodi di disoccupazione dopo avere conseguito il titolo, i titoli di studio conseguiti spesso non sono adeguatamente riconosciuti, e men che mai renumerati, per accedere ad alcune professioni, cresce a dismisura il tirocinio e lo stages gratuito

Ma ancora piu' drammatica è la gestione dei fondi europei per la ricerca, utilizzati solo in minima parte e distribuiti con logiche incomprensibili, poco razionali e spesso baronali, il che si aggiunge al fatto che per accedere all'università non esiste una tassazione priogressiva in base al reddito per favorire l'accesso delle classi sociali meno abbienti.

E fu cosi' che il diritto alla istruzione venne cancellato pur essendo previsto dalla Costituzione

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