Mercoledi' 10 a Pisa a sostegno dei prigionieri palestinesi in sciopero della fame


Appello lanciato dalla comunità palestinese di Pisa e già raccolto da diverse realtà locali. Noi ci saremo!


Appello a sostegno dei detenuti e delle detenute palestinesi in sciopero della fame


ci rivolgiamo a cittadini, associazioni, organizzazioni sindacali e politiche, alle realtà sociali  e a chiunque abbia a cuore la sorte del popolo palestinese e di centinaia di detenuti politici in sciopero della fame da  quasi 3 settimane. Molti di loro sono in condizioni di salute critiche e rischiano danni permanenti che mineranno la loro già precaria salute

Dallo scorso 17 Aprile uno sciopero della fame vede protagonisti detenuti\e palestinesi, oltre 1600 tra uomini e donne hanno scelto questa forma estrema di lotta per rivendicare diritti e una condizione dignitosa in carceri di massima sicurezza dove le violazioni dei diritti umani sono all'ordine del giorno.

Libertà e dignità sono le parole d'ordine dei detenuti e delle detenute palestinesi in sciopero della fame, chiedono il rispetto di convenzioni internazionali che lo stato di Israele non ha mai rispettato, il riconoscimento dello status di detenuti politici e  migliori condizioni di vita nelle carceri di sicurezza israeliane. I detenuti palestinesi sono per lo piu' privati di contatti con i familiari, sono isolati, non ricevono lettere o pacchi alimentari, la carcerazione preventiva ha decretato la prigionia per centinaia di persone innocenti la cui unica colpa è far parte di associazioni e gruppi che rivendicano la autodeterminazione del popolo palestinese.

Le autorità israeliane stanno già pensando alla alimentazione forzata visto che in tutto il paese ogni giorno si manifesta a sostegno delle istanze dei detenuti politici e la volontà del Governo di Israele è evitare ogni protesta della comunità internazionale

I firmatari di questo appello chiedono alle autorità locali e al Prefetto di Pisa di adoperarsi a tutela dei diritti umani dei detenuti palestinesi. Attendiamo un segnale forte di denuncia delle condizioni disumane nelle carceri israeliane e invitiamo a boicottare le merci prodotte da Israele, proprio come facemmo tanti anni fa con lo stato sudafricano ai tempi dell'apartheid

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