Uno spettacolo contro i tagli alla cultura e al sociale E contro il lavoro gratuito all'ombra della candidatura di Pisa a città della cultura

Non è facile di questi tempi costruire e sviluppare solidarietà e i protagonisti attivi sono quanti invece dovrebbero essere i beneficiari.

Detto cosi' puo' suonare strano ma spesso la solidarietà arriva dai soggetti sociali piu' svantaggiati, quelli economicamente e lavorativamente deboli. Da loro dovrebbero trarre insegnamento i\le dipendenti della Pubblica amministrazione.

Negli ultimi mesi abbiamo aperto una vertenza contro i tagli agli organici della SMS BIblio, avevamo anche chiesto di mantenere l'emeroteca comunale di Via San Martino dotandola di un pc e di materiale informativo per i turisti, una sorta di sportello ove fosse possibile la lettura dei quotidiani ma anche acquisire informazioni su musei, mostre, attività culturali nel territorio di Pisa  e provincia.

L'emeroteca sembra destinata alla chiusura dopo essere stata letteralmente abbandonata al suo destino, sconosciuta perfino ai cittadini perchè mai la Direzione cultura ha voluto pubblicizzarne le attività. Potranno andare a leggere i giornali alla Biblioteca delle Piagge, è stata la risposta di qualche assessore\dirigente, come se il centro storico non avesse bisogno di spazi e attività del genere.

La SMS Biblio ha oggi il 40% in meno degli organici necessari, nel dimenticatoio le attività connesse alla Biblioteca dei ragazzi che attirava ogni giorno scolaresche.

Pisa città della cultura sembra dimenticarsi dei suoi spazi culturali, è questa la tragicomica conclusione a cui siamo arrivati. Una città come Pisa non dovrebbe tagliare fondi destinati alle attività culturali perchè da queste dovrebbe invece trarre forza.

Senza Moneta Show ha parlato di questi argomenti in maniera inusuale affidando la parola ad artisti che gratuitamente hanno messo a disposizione la loro arte per denunciare appunto i tagli alla cultura e ricordare che  sempre in ambito culturale troppi operano senza contratti regolari e poi,  in tempi di coronavirus,  puo' capitare che con la chiusura di teatri si possa restare senza paga.

Non puo' esistere una città della cultura che costruisca le proprie sorti su tagli, lavoro gratuito e precarietà, sul depotenziamento delle biblioteche o sulla loro esternalizzazione. La lotta continua, come dicevano alla fine degli anni sessanta, ovviamente per chi vorrà sostenerla e farla propria, non per quanti si lamentano senza mai assumere decisioni in prima persona.

Ringraziamo Olimpia Geraci, Rebecca Fanucchi, Agnese Manzini, Iacopo Fanucchi, Giorgio Regalli,Massimo Gentili, Marco Rossi, Guido Bini, Fabiano Cambule,Emilio Murolo,  e Matteo Micheli , ideatore e animatore dello Spettacolo.... e naturalmente il cantiere San Bernardo che ci ha ospitati . 

A loro dovrebbe andare la gratitudine di quanti hanno a cuore la cultura bene comune, non possiamo stare a guardare davanti ai tagli o pulirsi la coscienza (piccolo borghese)  con la firma di qualche petizione o nascondendosi dietro a sindacati e politica. La cultura siamo noi, la cultura è un bene comune.

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